Ci siamo. Venezia 83 è ufficialmente iniziata. La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, tra gli appuntamenti più importanti e prestigiosi al mondo, ha visto ieri sera sfilare sul red carpet tantissime star. Ma, come sempre, c’è chi si è distinto per eleganza e chi, invece, ha peccato un po’ nello stile. D’altronde, sul tappeto rosso come nella vita, non tutti dettano le regole del buon gusto.
Tra ali scenografiche, spacchi vertiginosi e profonde scollature a V, i protagonisti dell’83ª edizione sembrano essersi messi d’accordo almeno su una cosa: il colore. A dominare sono stati il nero e, più in generale, le palette scure, con tonalità decisamente più invernali che estive.
A rompere gli schemi ci ha pensato Bianca Balti, che ha scelto di andare controcorrente con un abito rosa confetto in raso firmato Ilya Migmoon. Bustier con coppe strutturate e due imponenti ali di piume a incorniciare la silhouette: un look romantico e scenografico, capace di conquistare il red carpet senza bisogno di ricorrere alle tonalità più severe scelte da molte delle altre protagoniste. In fatto di spettacolarità, è lei a prendersi la scena.
A distinguersi, questa volta non per il colore ma per la sensualità, è stata Paola Turani, che ha sfoggiato un Tony Ward con uno spacco vertiginoso sulla gamba e una profonda scollatura a V. La palette resta scura: protagonista è quel color cioccolato che ha segnato i guardaroba dello scorso inverno. A completare il look, un hairstyle wild con onde morbide e definite, perfettamente in sintonia con l’allure sensuale dell’abito. Bellissima e sensuale al punto giusto, per noi conquista senza difficoltà un posto tra le meglio vestite della serata.

Altrettanto sexy Stella Maxwell, che lascia da parte l’Haute Couture per affidarsi a un abito realizzato su misura da Intimissimi. Trasparente e impalpabile, il dress lascia intravedere il corpo e trasforma la lingerie in protagonista del red carpet. Una scelta audace, ma riuscita, che sulla modella acquista un’eleganza tutt’altro che scontata. Complice certamente la sua bellezza, ma se dalla spettacolarità passiamo al vero gusto e allo stile, per noi è lei a conquistare il primo posto. E dimostra anche che per dominare un red carpet non serve necessariamente una firma di Haute Couture.

Sulla stessa linea anche Levante, che ha calcato il red carpet al fianco di Pietro Palumbo scegliendo l’eleganza di Giorgio Armani. La cantante ha indossato un abito decorato da motivi floreali, giocato sul vedo-non-vedo e sulle trasparenze che lasciano scoperte le gambe. A completare il look, lunghi guanti in velo dal sapore rétro. Gli ingredienti ci sono tutti, ma il risultato questa volta non convince fino in fondo: elegante, certamente, ma senza quel guizzo capace di farci innamorare del look.
A fare gli onori di casa sono stati Greta Scarano e Nicolas Maupas, scelti per condurre le cerimonie di apertura e chiusura di Venezia 83. Per il debutto Scarano si è affidata a Giorgio Armani con un abito a colonna in velluto borgogna, dalla profonda scollatura a cuore, completato da preziosi gioielli e dal nuovo bob biondo. Una scelta elegante e senza troppi artifici, forse persino troppo. Da padrona di casa, e con inevitabilmente tutti gli occhi puntati addosso, ci saremmo aspettati qualcosa capace di lasciare maggiormente il segno. Promossa nell’eleganza, meno nell’effetto sorpresa. Armani anche per Maupas, impeccabile in smoking: linea pulita, camicia bianca e papillon per un’eleganza maschile classica che, soprattutto a Venezia, difficilmente sbaglia.

Ma la prima serata della Mostra ha avuto anche un indiscusso protagonista: George Clooney. L’attore ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera, introdotto sul palco dall’amica Laura Dern. Per un momento tanto importante, nessun colpo di testa in fatto di stile: Clooney ha scelto il suo fedelissimo Giorgio Armani e il più classico degli smoking. Al suo fianco Amal Clooney, ancora una volta candidata naturale al titolo di regina del red carpet. Per lei un lungo abito nero custom made Tom Ford by Haider Ackermann, costruito attraverso pannelli scultorei in taffetà di seta e inserti laterali trasparenti. Marito e moglie coordinati nel total black e una lezione piuttosto semplice: per farsi notare non è sempre necessario strafare.

Del resto, è stato proprio il nero a conquistare gran parte del primo tappeto rosso veneziano. Una scelta sicura, forse fin troppo, ma declinata in modi diversi dalle protagoniste della serata. Maggie Gyllenhaal, presidente della Giuria internazionale, lo ha interpretato in chiave minimalista con un abito Celine dalla scollatura asimmetrica; Matilde Gioli ha scelto Zimmermann, tra velluto e drappeggi, mentre Alessandra Ambrosio ha puntato ancora una volta sulla sensualità.
Nero anche per Alana Champion e Barbara Ronchi, mentre Brittany Snow ha movimentato la tonalità più classica del red carpet con una profondissima scollatura a V impreziosita da cristalli. Perché se il nero è stato quasi una divisa non scritta della serata, sono stati i dettagli a fare, o almeno a tentare di fare, la differenza.
A spezzare definitivamente il predominio delle tonalità scure ci ha pensato Jewel, che ha imboccato tutt’altra strada scegliendo l’animalier. Il merito di aver osato va certamente riconosciuto, ma questa volta distinguersi non è bastato: l’animalier sul tappeto rosso veneziano non ci ha conquistato e l’effetto complessivo finisce per cozzare un po’ con l’eleganza della serata.
Ancora più particolare la scelta di Eugenia Silva, che ha completato il suo outfit con una coroncina. Bella, raffinata e impeccabile, ma l’allure principesca ha inevitabilmente un sapore di già visto. Più che una vera bocciatura, insomma, è un’occasione mancata per sorprendere.
E poi c’è il rosso. Quello che sul red carpet rischia di scomparire e che Claire Foy, invece, è riuscita a far funzionare. La protagonista di “Ink”, film di Danny Boyle che ha inaugurato Venezia 83 in prima mondiale e in concorso, ha scelto un abito rosso custom made Bottega Veneta, completato da lunghissimi guanti in pelle nella stessa tonalità. Una scelta monocromatica e d’impatto, quasi una sfida al tappeto rosso sotto i suoi piedi, superata con eleganza.
Tra i look più elaborati della serata c’è poi quello di Nina Dobrev. L’attrice ha scelto un Armani Privé verde bosco, tempestato di paillettes e completato da una leggera sopragonna. Una costruzione importante che gioca con volumi e luminosità, ma che proprio nell’insieme perde qualcosa. Questa volta l’effetto finale non ci convince: troppi elementi finiscono per togliere forza, anziché aggiungerla, a un look che sulla carta aveva tutte le premesse per funzionare.
Decisamente più bon ton Laura Dern, arrivata a Venezia anche per rendere omaggio all’amico George Clooney prima della consegna del Leone d’Oro alla carriera. Per lei un abito midi rosa pastello di Prada, dalla costruzione essenziale, accompagnato da décolleté e da un importante collier di diamanti e rubini. Una dimostrazione che sul red carpet non servono necessariamente metri di strascico per risultare eleganti.
Spazio poi alle modelle. Madisin Rian, ambassador Armani, ha scelto un abito ricoperto di grandi paillettes, mentre Rebecca Donaldson ha condiviso i flash con il compagno Carlos Sainz. Il pilota e la modella sono stati tra le coppie più fotografate della serata, dimostrando ancora una volta come ormai il red carpet veneziano sia diventato un palcoscenico che va ben oltre i soli protagonisti del cinema.
Se questa prima serata può già anticipare la direzione di Venezia 83, una cosa sembra piuttosto evidente: lo spettacolo che solitamente accompagna il red carpet questa volta – ad eccezione di pochi casi – ha lasciato spazio a una maggiore sobrietà. L’eleganza è rispettata, forse persino troppo. Pochi azzardi, poche provocazioni e ancora meno look capaci di far voltare davvero la testa. Dominano il nero e le tonalità scure, mentre trasparenze e vedo-non-vedo restano tra le formule preferite.
Insomma, per ora Venezia sceglie il buon gusto e va sul sicuro. Stella Maxwell conquista lo stile, Paola Turani la sensualità e Bianca Balti lo spettacolo, quello che forse è mancato un po’ a questa prima passerella. Raffinata, certamente, ma da uno dei red carpet più importanti al mondo è lecito aspettarsi anche quel pizzico di audacia in più.
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