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Armani veste ancora Venezia 83

A un anno dalla scomparsa del Re della moda, anche Venezia 83 continua a portare sul red carpet il suo nome e le sue creazioni. E forse non esiste omaggio più grande di vedere un’eredità continuare a vivere senza avere bisogno di essere celebrata

5 Min di lettura

Armani, Armani e ancora Armani. Il fil rouge della seconda serata di Venezia 83 è proprio la griffe del Re della moda, scomparso esattamente un anno fa, il 4 settembre 2025. Quella data segna la fine di un’epoca d’oro, fatta di eleganza, raffinatezza e quel tocco di classe con cui solo il grande maestro sapeva costruire i suoi capi. E in occasione del primo anniversario di morte dello stilista piacentino, il lido continua come ogni anno a ospitare red carpet armaniani. La linea beauty è sponsor ufficiale tanto che proprio ieri sera la Mostra ha accolto un evento dedicato.

Quella del Re della moda è un’eleganza raffinata, fatta di velluti, paillettes e cromature scure. A scendere sul red carpet in total look Armani nella seconda giornata di Festival sono state star internazionali come Vittoria Ceretti e Kendall Jenner. La modella italiana ha scelto un abito nero della linea Privè con top trasparente fatto di cristalli che coprono il seno. Mentre Kendall, ospite per la prima volta al Lido e in qualità di rappresentante della fragranza femminile Emporio Armani Power of You, lanciata sul mercato a inizio anno, opta per un abito gioiello oro con paillettes e perline, ripescato dagli archivi della griffe, della stagione 1995.

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A omaggiare Armani poi è anche Kate Mara che sfila in un total paillettes bianco e nero della linea Privè. L’attrice hollywoodiana si presenta sul tappeto rosso in pendant con la sua gemella Roney che posa con la stessa acconciatura della sorella ma sceglie un total black con fondo voluminoso firmato Louis Vuitton. In Zegna invece è Orlando Bloom, che arriva con uno smoking dallo stile sartoriale proprio come Domhnall Gleeson.

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Sensuale e con molte trasparenze è l’abito di Marina Ruy Barbosa, una creazione Intimissimi personalizzata, con tanto di maniche a pipistrello. E a non passare inosservata è poi Stella Maxwell che dopo il primo look Intimissimi ha ancora stile da vendere. Per la seconda passerella non è sola, debutta infatti in coppia con il dj italiano Anyma e sceglie un Elie Saab che lascia intravedere il corpo. E’ elegantissima ed in grado di lasciare ancora una volta il segno.

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Tutt’altro stile invece quello di Mariacarla Boscono che predilige un abito largo con stampa journal di Chanel, firmato da Matthieu Blazy. E poi Laura Dern che se al primo red carpet aveva scelto l’eleganza più semplice, nel secondo sceglie un abito nero con ricami floreali di Dior. Tanta classe per Valeria Golino che indossa un abito tunica nero con dettagli bianchi, in satin di Fendi. La griffe guidata da Maria Grazia Chiuri non è la prima volta che veste un’uscita pubblica dell’attrice in quest’ultima stagione.

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Coordinati in total black sono poi Alessandro Borghi e la compagna Irene Forti, che prediligono la creatività di Alessandro Michele per Valentino. Ma ad essere il simbolo di forza della serata è una bellissima Natalia Paragoni che si mostra con la testa completamente rasata a causa della malattia che sta affrontando.

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La content creator indossa un look firmato Joseph Ribkoff, con blazer nero strutturato impreziosito da un ricamo di foglie di strass. Ma questa volta il vestito passa quasi in secondo piano. Natalia non nasconde i segni di ciò che sta vivendo, al contrario li porta sul red carpet trasformandoli in un messaggio di forza e consapevolezza. E forse è proprio questa una delle immagini destinate a rimanere di Venezia 83.

Insomma una seconda serata che, più che attraverso gli eccessi, ha raccontato la moda attraverso ciò che resta. Resta Giorgio Armani, a un anno dalla sua scomparsa, negli abiti d’archivio, nelle paillettes, nei velluti e in quell’eleganza che continua a riconoscersi al primo sguardo. E resta l’immagine di Natalia Paragoni, che davanti ai fotografi sceglie di non nascondere la propria fragilità e proprio per questo appare ancora più forte.

© Riproduzione riservata

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