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Le Madri Costituenti e la lunga conquista della cittadinanza femminile

Dalla Resistenza alla conquista del voto del 1946, fino all'Assemblea Costituente: il ruolo decisivo delle donne italiane nella nascita della Repubblica e delle "madri costituenti" nella scrittura della Costituzione

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Le donne italiane furono protagoniste dellaResistenzae dellarinascita democratica del Paese. Non furono semplici spettatrici della guerra e della Liberazione ma parteciparono attivamente allalotta antifascista, pagando spesso un prezzo altissimo tra carcere, deportazioni, esilio e violenze.

I bombardamenti, gli eccidi e la devastazione delle città cambiarono profondamente la vita quotidiana. Da quella sofferenza nacque unanuova consapevolezza civile e politica. Migliaia di donne scelsero di impegnarsi nella lotta partigiana, svolgendo compiti fondamentali: staffette, organizzatrici, infermiere, combattenti, punti di riferimento per le popolazioni civili.

La lotta per la conquista

Nel novembre1943, a Milano, nacquero iGruppi di Difesa della Donna(GDD), grazie all’impegno di figure comeLina Fibbi, Pina Palumbo e Ada Gobetti. I GDD furono un’organizzazione aperta a tutte le donne, indipendentemente da appartenenza politica, religiosa o sociale. Non solo sostegno alla Resistenza ma anche una battaglia per l’emancipazione femminile e per la conquista degli stessi diritti degli uomini.

Nel1944nacquero poi l’UDI, l’Unione Donne Italiane, e ilCIF, ilCentro Italiano Femminile. Associazioni diverse per cultura politica ma unite dalla convinzione che le donne dovessero partecipare pienamente alla vita democratica del Paese. Da qui prese forza la battaglia per il diritto di voto.

Il diritto di voto alle donne

Il primo passo arrivò con il decreto del23 gennaio 1945, che riconobbe alle donne ildiritto di voto attivo. L’eleggibilitàfu invece introdotta nel marzo del1946. Fu una conquista storica, ottenuta dopo anni di mobilitazione e non una semplice concessione dall’alto.

Le donne votarono per la prima volta alle amministrative del 1946 e poi, in massa, il 2 giugno dello stesso anno, quando gli italiani furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica ed eleggere l’Assemblea Costituente. Partecipò l’89% delle donne aventi diritto. Un dato enorme, che smentì i timori di chi pensava a un forte astensionismo femminile.

Le Madri Costituenti

Quel giorno entrarono nella storia anche le21 donne elette all’Assemblea Costituente: comuniste, democristiane, socialiste e appartenenti ad altre forze politiche. Donne diverse tra loro ma capaci di costruire un’alleanza forte sui grandi temi delladignità, dell’uguaglianza e dei diritti sociali.

Tra loro c’erano Nilde Iotti,Lina Merlin, Teresa Noce, Teresa Mattei, Maria Federici, Angela Merlin, Rita Montagnanae molte altre. Furono loro a incidere in modo decisivo su alcuni degli articoli più importanti della Costituzione.

Gli articoli della Costituzione

Le Costituenti contribuirono alla formulazione dell’articolo 3sull’uguaglianza sostanziale, introducendo il riferimento esplicito alla discriminazione “di sesso” e sostenendo il principio secondo cui la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano di fatto libertà ed eguaglianza.

Furono decisive anche negli articoli dedicati alla famiglia, alla tutela della maternità, al lavoro femminile e alla partecipazione politica. Gli articoli29, 30 e 31segnarono una svolta nei rapporti familiari, introducendo l’uguaglianza morale e giuridicadei coniugi e ilriconoscimento dei dirittidei figli nati fuori dal matrimonio.

Con l’articolo37venne sancito il principio della parità salariale e della tutela della donna lavoratrice. Con gli articoli48 e 51fu affermata la piena uguaglianza politica tra uomini e donne nell’accesso al voto e alle cariche pubbliche.

La Costituzione è donna

LeMadri Costituentiportarono nella Carta repubblicana unavisione moderna della società, fondata sulla dignità della persona, sulla giustizia sociale, sulla solidarietà e sulla pace. Non si limitarono a chiedere diritti per le donne ma contribuirono a costruire l’idea stessa di unanuova democrazia italiana.

Il loro lavoro lasciò un segno profondo nella Repubblica nata dopo la guerra. Grazie alla loro determinazione, la Costituzione italiana riconobbe finalmente ledonne come cittadine a pieno titolo, protagoniste della vita politica, sociale e civile del Paese. Per questo le 21 Costituenti possono essere considerate, a pieno titolo, leMadri autorevoli della Repubblica italiana.

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