“Vorrei dimenticare Venezia. Nel senso chesono proiettata a costruire,non a distruggere”. Con queste paroleBeatrice Veneziracconta il momento professionale e umano che sta vivendo dopo la lunga e controversavicenda legata alla Fondazione Teatro La Fenice.
La direttrice d’orchestra, intervistata dall’Adnkronosdurante una cena organizzata in suo onore a Montepulciano, torna per la prima volta in modo approfondito sulla stagione iniziata con la sua designazione adirettore musicale del teatro veneziano, annunciata nel settembre 2025.
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Una nomina seguita daproteste interne, stato di agitazione dell’orchestra e del coro, scioperi e contestazioni, fino alla decisione della Fondazione di interrompere la collaborazione nell’aprile scorso.
La battaglia legale e la voglia di andare avanti
Venezi spiega diavere fiducia nella magistraturae di essere convinta che anche il percorso giudiziario potrà contribuire “a rendere giustizia nella verità“. La vicenda, infatti,non è ancora conclusa sul piano legale,ma la direttrice dice di non voler permettere che continui a definire il suo percorso: “Credo di aver già pagato abbastanza tutta questa faccenda. Vorrei passare oltre“.
Per lei la parola chiave del nuovo capitolo è una sola:costruzione. “Non significa dimenticare ciò che è accaduto ma non rimanere prigioniera di una vicenda“, precisa.
Dalla Russia alla Georgia: nuovi impegni internazionali
Il futuro professionale guarda soprattutto all’estero. Venezi annuncia il ritorno inRussia, dove in autunno debutterà alla guida de“La Traviata” di Giuseppe Verdia Novosibirsk, città che descrive come una realtà culturale in forte crescita.
Un progetto che accompagna anche allo studio della lingua russa: “Arrivare in un Paese conoscendone lalinguasignifica entrare più profondamente nella cultura e nel rapporto con le persone con cui si lavora“. Confermati anche gli impegni inGeorgia, dove tornerà per un festival a cui partecipa ormai da anni.
Libri, scrittura e nuove sfide
Il nuovo percorso non passa soltanto dal podio. La direttrice racconta di essere impegnata nellascrittura di due librie nellagestione di un blog personale, strumenti attraverso cui vuole approfondire riflessioni maturate negli ultimi anni.
Un’attività che consideraparte integrante del suo modo di comunicare la musicae raccontare la propria esperienza.
Venezi:“Ho imparato che nulla è come appare”
Guardando indietro alla vicenda veneziana, Venezi ammette anche alcuni errori: “So che sono stati fattitanti errori da parte di tutti. Se tornassi indietro affronterei le cose in modo diverso, oppure forse non le affronterei proprio“.
Secondo la direttrice, in quei mesi ha seguito anche ilconsiglio di chi le chiedeva di resistere: istituzioni, amministratori e rappresentanti politici che la invitavano a non fare un passo indietro. Oggi, però, prevale una nuova consapevolezza: “Ho sviluppato una consapevolezza di me stessa, della mia capacità di leggere le situazioni e della miaresilienza“.
“Mi ha ferito la ferocia contro la persona”
Tra gli aspetti più dolorosi Venezi indica soprattutto il modo in cui il confronto pubblico si è trasformato in un attacco personale. “Mi sono sentitaferita dalla ferociacon cui si è cercato non soltanto di contestare una nomina, ma di colpire la persona oltre alla professionista“, racconta.
La direttrice distingue le critiche alla scelta istituzionale dalla responsabilità individuale: “Le responsabilità di una nominaricadono su chi nomina e non su chi viene nominato“.
Secondo Venezi, anche i social hanno avuto un ruolo importante nell’esasperare lo scontro: “Sono diventati unanuova agorà,una piazza pubblica dove spesso trovano spaziofrustrazioni e contrapposizioniche nella vita reale forse non avrebbero la stessa forza“. Ora, però, il suo obiettivo è lasciarsi alle spalle le polemiche e tornare al centro del suo percorso: la musica.
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