consorzio arcale

Roma, furto di Fentanyl all’ospedale Israelitico: si indaga per spaccio o ambulatori clandestini

Ospedale Israelitico di Roma: un furto di 80 fiale di Fentanest mette in luce una falla nel sistema di sicurezza dell'ospedale. Intanto i carabinieri indagano seguendo due piste: spaccio di medicinali o uso in ambulatori clandestini

3 Min di lettura

Un furto da decine di migliaia di euro e tante irregolarità: questo emerge dallo sconvolgente episodio che si è verificato nell’ospedale Israelitico di Roma, alla Magliana. Non esisteva un registro delle presenze o di chi maneggiava le chiavi delreparto Farmaciadell’ospedale. Entrando nel reparto poi, chiunque poteva accedere allechiavi della cassafortein cui erano contenute le oltre100 fiale di Fentanest.

Troppe anomalie che rendono dunque complessa l’identificazione di chi potrebbe aver preso i medicinali. I carabinieri indagano perfurto e spaccio di drogae perseguono due ipotesi. Secondo la prima, 80 fiale sarebbero state rubate in due momenti diversi, il22 e uno il 24 giugnoscorsi, con l’obiettivo di consegnale ai pusher.

La seconda ipotesi invece si sofferma sulla possibilità che si sia trattato di un’azione su commissionevolta a consegnare il Fentanest ai responsabili degliambulatori medici clandestinia Roma.

Gli ambulatori clandestini a Roma

Come dimostrano indagini passate, nella Capitale sarebbero presenti diversi ambulatori di questo tipo pressocomunità straniere o allestiti da professionisti, anche italiani. In essi un potente anestetico come il Fentanest potrebbe essere sempre utile.

Recentemente sono stati scoperti diversi locali usati per interventi chirurgicisenza autorizzazione. Oltre alla presenza dimedicinali di provenienza sospetta, chi si occupava degli interventi non possedeva alcuna abilitazione medica.

Il nodo delle chiavi

Le fiale dell’Israelitico sono comunque tutte tracciate e tracciabili, quindi in caso di ritrovamento sarebbe semplice collegarle al furto di due settimane fa. Rimane però il nodo delle doppie chiavi del reparto e della cassaforte.

Non ci sono registri con i nominativi di chi potrebbe esserne entrato in possesso. Secondo le ricostruzioni, le chiavi del reparto Farmacia sarebbero state prese dalgabbiotto delle guardie giurate.Nonostante non fosse consentito dalla normativa prevista dal Piano nazionale e legata a questa sostanza, le chiavierano custodite insieme a tutte le altre.

I vigilantes non hanno segnato sul registro a chi le hanno affidate in quei giorni e gli unici autorizzati a prenderle erano: ildirettore sanitario del complesso, 2 farmacisti e un altro loro collega. Il secondo nodo riguarda le chiavi della cassaforte: una volta entrati nel reparto Farmacia prenderle era nelle possibilità di chiunque.

La reazione del governo

Si parla di“falla” nella sicurezza dell’ospedalee, a tal proposito, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla sicurezza,Alfredo Mantovano,ha convocato un vertice a palazzo Chigi con i ministeri dell’Interno e della Salute, nonché delle Regioni.

Sul tavolo un argomento urgente: ilrafforzamento delle misure di prevenzione e dei controlliprevisti dal Piano nazionale di contrasto all’uso improprio del Fentanyl.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.