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Giulia De Marco, una delle prime donne con la toga: si è spenta ad 83 anni

Ex presidente del Tribunale per i minorenni di Torino e considerata tra le "fondatrici" del diritto minorile vero e proprio. La senatrice Segre la ricorda come "un vero modello da seguire"

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Un’esempio di eleganza e riservatezza, di bravura, impegno ed umiltà. E’ morta a 83 anni Giulia De Marco, una delle donne che hanno fatto la storia in questo Paese e che fino al 2006 ha ricoperto il ruolo di presidente del Tribunale per i minorenni di Torino. Era sposata con Luciano Violante, ex presidente della Camera dei deputati, e lascia due figli, Gianluca e Francesca.

Giulia De Marco, la carriera

E’ una delle prime donne d’Italia ad essere diventata giudice. Entrò in magistratura a partire dal 1965, due anni dopo l’approvazione in Parlamento della legge che stabiliva la parità tra i sessi negli uffici pubblici e nelle professioni, superando il divieto all’esercizio delle professioni e degli impieghi implicanti poteri pubblici giurisdizionali che era stato sancito dall’art. 7 della legge 17 luglio 1919. Grazie alla vincita del primo concorso bandito post-legem entrò a far parte della storia della magistratura, rientrando tra le prime otto donne giudici in Italia.

Iniziò proprio nel 1965 a lavorare a Milano e poi si spostò a Brindisi e infine, dal 1968, a Torino. Inizialmente nel capoluogo piemontese ricoprì l’incarico di pretore civile e del lavoro e poi dal 1982, e i venticinque anni a seguire, iniziò ad occuparsi dei problemi dell’infanzia. Al Tribunale per i minorenni di Torino prima esercitò la professione di giudice e poi quella di presidente.

Era solita trattare casi delicatissimi, ad esempio come quello di Erika De Nardo e Omar Favaro (il delitto di Novi Ligure) e della piccola Serena Cruz. Proprio per questi, e non solo, è considerata tra le “fondatrici” del diritto minorile vero e proprio.

I saluti della politica a Giulia De Marco

Tantissimi messaggi di cordoglio sono arrivati alla famiglia dopo la triste notizia della sua dipartita. Tra questi quelli della presidenza di Camera e Senato e del Csm. A farsi portavoce di quest’ultimo il vicepresidente Fabio Pinelli che ha speso qualche parola in memoria di Giulia De Marco su la Stampa: “Esprimo a nome del Csm il più sentito cordoglio a tutta la famiglia, a Luciano Violante e ai suoi figli. Giulia De Marco è stata una delle prime otto donne a indossare la toga, tra le fondatrici del diritto minorile, indimenticata presidente del Tribunale per i minorenni di Torino“.

Casini, ex presidente della Camera, la ricorda come “una figura di straordinaria intelligenza, umanità e professionalità” e dello stesso parere Elisabetta Casellati, la ministra per le riforme istituzionali e per la semplificazione normativa: “Una gran donna e un gran magistrato. Sapeva essere riservata e allo stesso tempo avere molta classe“.

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Liliana Segre

Forse, però, le parole più belle e sentite restano quelle riportate dal la Stampa e pronunciate dalla senatrice Liliana Segre, che nel 2022la designò come esempio di “donna ideale”: “Un grande modello. Per quello che ha passato e vissuto, per come ha ripercorso la sua terribile esperienza, per come ha saputo trasmettere luce dopo aver attraversato il buio.

E anche l’ottimismo della vita, che va conquistata passo dopo passo e può ben dirlo lei che ha compiuto la marcia della morte. Ci dice che la vita è bella – conclude Segre – la si conquista ogni giorno, con lo studio, con l’amore, la dedizione per i figli. Ed è questo che lei trasmette ai ragazzi delle scuole che non si stanca di incontrare. Davvero un esempio per tutti“.

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