Prima le polemiche, poi il tentativo di acquisizione. È una coincidenza temporale che non passa inosservata quella che vede protagonista Leonardo Maria Del Vecchio e Il Fatto Quotidiano, il giornale diretto da Marco Travaglio, finito nel mirino degli investimenti editoriali dell’imprenditore. Un’operazione da oltre 7 milioni di euro che, almeno per il momento, sembra destinata a incontrare un muro: quello dei giornalisti e dei manager che controllano la società editrice e che non hanno alcuna intenzione di vendere.
La notizia è arrivata attraverso Lmdv Media, società che fa capo al family office di Del Vecchio e che ha avviato le verifiche preliminari per valutare un’Offerta pubblica di acquisto sull’intero capitale della Società Editoriale Il Fatto (Seif). L’obiettivo non sarebbe soltanto entrare nell’azionariato del quotidiano, ma acquisirne il controllo e portare la società fuori dalla Borsa.
Sul tavolo ci sarebbero 0,286 euro per azione, una cifra superiore all’ultima quotazione di mercato, ferma a 0,22 euro. L’investimento complessivo, nel caso di un’acquisizione totalitaria, raggiungerebbe circa 7,15 milioni di euro. Prima di procedere, però, Lmdv Media dovrà completare la due diligence e verificare la possibilità di ottenere le adesioni necessarie.
Ed è proprio qui che l’operazione potrebbe fermarsi. I principali azionisti di Seif hanno già comunicato di voler conservare le proprie partecipazioni. Tra loro figurano Antonio Padellaro e Cinzia Monteverdi, ciascuno con il 16,25% del capitale, oltre a Francesco Aliberti, Marco Travaglio, Peter Gomez e Marco Lillo. Complessivamente, giornalisti e manager detengono la maggioranza della società, mentre il restante 40% delle azioni è distribuito sul mercato.
Una posizione che rende particolarmente difficile raggiungere la soglia dell’82,9% del capitale votante indicata da Lmdv Media come condizione dell’operazione. Percentuale necessaria anche per superare il limite previsto dallo statuto di Seif, che impedisce a un singolo azionista di detenere più del 17% del capitale.
Ma perché Del Vecchio vuole proprio Il Fatto Quotidiano? L’interesse per il giornale si inserisce in un progetto più ampio che negli ultimi tempi ha portato l’imprenditore a investire con decisione nell’informazione italiana. Dall’ingresso con una quota del 30% ne Il Giornale fino all’acquisizione della maggioranza dei quotidiani dell’ex gruppo Riffeser, tra cui Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino, il suo nome è diventato sempre più presente negli equilibri dell’editoria nazionale.
Questa volta, però, a rendere la vicenda particolarmente delicata non sono soltanto i numeri. Appena due giorni prima dell’annuncio, infatti, Il Fatto Quotidiano aveva pubblicato alcuni contenuti legati alla maxi inchiesta Equalize, riportando stralci di intercettazioni. Il giornale aveva inoltre ripreso un’inchiesta del New York Times contenente accuse nei confronti di Del Vecchio, secondo cui l’imprenditore avrebbe incaricato alcuni professionisti di screditare l’ex compagna Jessica Serfaty. Accuse alle quali aveva replicato pubblicamente sui social, prima ancora dell’uscita in edicola del quotidiano.
E mentre Del Vecchio prosegue il suo percorso di espansione nel settore, Il Fatto Quotidiano sembra voler difendere il proprio attuale assetto proprietario. La partita, almeno sul piano formale, non è ancora chiusa, ma il primo messaggio dei soci è già arrivato, ed è un no.
© Riproduzione riservata


