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Di Pasquale: “Non consentiremo mai che Report diventi Tele Meloni”

Claudia Di Pasquale, nuova co-conduttrice di Report, garantisce che tornerà in auge il vecchio modello Gabanelli. L'idea è quella di tornare a dare attenzione alle grandi inchieste giornalistiche

3 Min di lettura

E’ Claudia Di Pasquale la nuova co-conduttrice di Report, colei che, insieme a Daniele Piervincenzi, ha accettato l’incarico affidatole da Paolo Corsini e guiderà la nuova stagione, in partenza dall’8 novembre. Lei è un volto storico della trasmissione, proprio per questo ha ottenuto l’approvazione da parte dei colleghi, felici della sua nomina, al posto di quella di Giulia Presutti, che ha dato le sue dimissioni.

Report, il modello Gabanelli tornerà su Rai3

Claudia Di Pasquale cercherà di seguire il “modello Gabanelli”, perché sottolinea che non “è fedele a Sigfrido Ranucci, bensì a Report”. E’ proprio questo il fulcro, perché se l’intera redazione, dopo la sospensione del conduttore, ha deciso comunque di restare non è perché ritiene che il giornalista abbia qualche colpa, ma perché sa quanto sia importante, all’interno del servizio pubblico, questa trasmissione. La storia di Report è più che ventennale e c’era bisogno di volti che portassero continuità in un anno difficile, dove, le elezioni politiche faranno da ombra.

Ma Claudia di Pasquale garantisce una cosa: “Non consentiremo mai che Report diventi Tele Meloni”. E’ ferma sul suo punto, come anche Daniele Piervincenzi che sull’accusa di essere di destra risponde con un sorriso sornione perché “la sua storia parla per lui”.

Report si distaccherà da Ranucci e Lavitola

Sulla questione Lavitola è Di Pasquale a mettere sin da subito le mani avanti davanti al giornalista del Corriere della Sera: “Comprendo benissimo che quel rapporto possa avere sollevato dei dubbi, ma una certa campagna mirava a distruggere il programma. Lavitola non ha mai condizionato le nostre inchieste. E anticipo la sua domanda: io non l’ho mai conosciuto, non ho mai frequentato il suo ristorante”.

La giornalista garantisce, inoltre, che non c’è volontà di distaccarsi dalla conduzione di Sigfrido ma si punterà più sulle grandi inchieste, ritornando al vecchio Report: “Di sicuro valorizzeremo ancora di più la squadra storica per rendere il programma più forte e rigoroso. Puntando di nuovo sulle grandi inchieste di sistema con studi più asciutti”.

E’ un po’ qui il punto della questione, perché Sigfrido Ranucci doveva fare quel passo indietro per il bene della squadra che per anni gli è stata accanto e con cui ha lavorato insieme. Ha deciso di agire passivamente e di aspettare che la Rai prendesse questo atto di coraggio. Magari in un primo momento aveva anche pensato che tutta la redazione potesse mostrargli solidarietà boicottando la trasmissione, ma invece è proprio in quel momento che i giornalisti hanno dimostrato che la passione per le inchieste e per il proprio lavoro fossero più importanti e grandi, tanto da riuscire ad andare avanti anche senza Ranucci.

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