Sale nuovamente la tensione in Cisgiordania. Questa mattina, una sparatoria verificatasi nella zona vicino l’avamposto di coloni israeliani di Havat Gilad, nei pressi di Nablus, ha causato la morte di quattro palestinesi e di due israeliani.
La dinamica dell’accaduto non è stata ancora chiarita e le versioni dei due schieramenti differiscono sensibilmente. Secondo quanto riportato da fonti militari citate dal quotidiano israeliano Haaretz, un palestinese avrebbe sottratto un’arma al capo della sicurezza dell’insediamento dando il via allo scontro a fuoco. Diverso il racconto di alcuni funzionari palestinesi, i quali hanno affermato che la sparatoria sarebbe iniziata quando un gruppo di coloni ha attaccato il villaggio di Tell, tentando di fare irruzione in alcune case.
Cisgiordania, Idf lancia massiccia operazione antiterrorismo
Immediata la risposta repressiva dello Stato ebraico, con il premier Benjamin Netanyahu che ha immediatamente convocato i vertici della sicurezza e ha ordinato all’esercito un dispiegamento massiccio di forze. Il capo dell’esecutivo di Tel Aviv, insieme al ministro della Difesa Israel Katzoltre, ha inoltre chiesto di accelerare la legalizzazione degli avamposti non autorizzati in Cisgiordania e di crearne di nuovi. “Agiremo con fermezza contro i terroristi e i loro mandanti e non permetteremo che il terrorismo in Giudea e Samaria rialzi la testa”, ha chiosato il primo ministro israeliano. A tale scopo, l’Idf ha deciso di cancellare i permessi del fine settimana per i soldati annunciando “una vasta operazione antiterrorismo”, al momento ancora in corso.
Secondo quanto riportato da vari media palestinesi, tra le varie azioni intraprese nel corso del pomeriggio, le forze israeliane hanno fatto irruzione in un ospedale a Nablus, arrestando diversi palestinesi apparentemente sospettati di essere stati coinvolti nella sparatoria di questa mattina. I militari hanno inoltre chiuso accessi a diverse città e villaggi nel governatorato di Salfit, nella Cisgiordania centrale, inasprendo le misure di controllo e ostacolando la circolazione di persone e veicoli. Bloccati anche gli ingressi alle città di Deir Istiya e Haris, nonché al villaggio di Deir Ballut, nella parte occidentale della regione.
Insomma, una vasta operazione repressiva che rischia di portare ad una terribile e sanguinosa escalation, trasformando la Cisgiordania nella nuova Gaza.
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