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Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio diserta l’assemblea: “Mancano i documenti per valutare il bilancio”

L’erede del fondatore denuncia “gravi criticità irrisolte” e spiega la scelta di non partecipare. Il bilancio 2025 è stato comunque approvato all’unanimità dai soci presenti

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L’assemblea di Delfin, la holding lussemburghese che controlla importanti partecipazioni in società come EssilorLuxottica, Mps, Generali e Unicredit, si è svolta senza la presenza di Leonardo Maria Del Vecchio. L’assenza di uno degli eredi del fondatore è stata motivata con una lunga lettera nella quale vengono elencate una serie di “gravi criticità irrisolte” che, secondo Lmdv, hanno reso impossibile la partecipazione alla riunione.

Tra gli aspetti ritenuti più rilevanti cin sarebbe la mancata consegna della documentazione necessaria per valutare il progetto di bilancio 2025. Secondo quanto comunicato da Lmdv, l’assenza di questi documenti non avrebbe consentito un esame completo della situazione economica della holding. Per questo motivo, Leonardo Maria Del Vecchio sostiene di non essersi trovato nelle condizioni di prendere parte a un’assemblea chiamata anche ad approvare il bilancio. Nonostante la sua assenza, il documento è stato approvato all’unanimità dai sette soci presenti.

Le contestazioni al Board di Delfin 

Nella lettera vengono ripercorse anche le vicende degli ultimi mesi. Leonardo Maria Del Vecchio ricorda l’assemblea del 27 aprile, durante la quale sei soci, e sette su uno specifico punto, avevano sostenuto le sue proposte, un risultato che aveva interpretato come un segnale di fiducia nei confronti del progetto di riorganizzazione della holding. Da allora, però, secondo la sua ricostruzione, il contesto sarebbe profondamente cambiato.

Tra le contestazioni mosse al Board di Delfin c’è la gestione della proposta di acquistare le quote detenute dai fratelli Luca e Paola Del Vecchio. Lmdv sostiene che il consiglio di amministrazione non abbia mai analizzato concretamente il piano, limitandosi a sollevare dubbi di carattere giuridico senza affrontarne il merito. A questo si aggiunge la denuncia di una gestione poco trasparente delle comunicazioni con i soci e della mancata risposta scritta alle richieste di accesso alla documentazione aziendale, ritenuta necessaria anche per i rapporti con gli istituti di credito coinvolti nell’operazione.

Il caso Basilico e l’approvazione del bilancio 

Un altro punto di scontro riguarda la posizione di Rocco Basilico. Infatti, Leonardo Maria Del Vecchio continua a contestarne l’iscrizione nel registro dei soci, avvenuta nel 2022, sostenendo che non ci fossero i presupposti e accusando il Board di non aver mai approfondito la questione nonostante le obiezioni avanzate da lui e dalla madre. Inoltre, nella lettera viene ribadita la contrarietà alla partecipazione di Basilico al voto e viene annunciata la possibilità di impugnare le delibere approvate con il suo contributo.

L’assemblea di Delfin, però, ha comunque portato avanti le attività previste in agenda. Oltre all’approvazione del bilancio 2025, che registra un utile di 1,5 miliardi di euro grazie soprattutto ai dividendi incassati dalle partecipazioni della holding, sono stati nominati due nuovi commissari dei conti, Lara Forte e Fabio Scoyni. È stata invece respinta la candidatura di Marco Talarico, ex amministratore delegato di Lmdv Capital. 

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