Papa Leone XIV è tornato a Tor Vergata, tra i giovani venuti da tutto il mondo per assistere al Giubileo della Speranza. Arrivato in elicottero, come ieri, il Santo Padre ha raggiunto i giovanissimi che lo hanno atteso per tutta la notte, dormendo nell’enorme spianata organizzata proprio per il loro arrivo. Si stima che siano oltre un milione i presenti che si sono organizzati con sacchi a pelo e tende per prendere parte alla veglia, come stimano le autorità.
La messa del Santo Padre ha avuto inizio alle 10, concelebrata con 20 cardinali e 300 vescovi, ed è stata dedicata al tema del dono, dell’amore e ovviamente della pace. Papa Leone XIV ha voluto ricordare come la vita umana sia un continuo rigenerarsi nel dono e nell’amore, nella consapevolezza della propria caducità e delle possibilità che le generazioni future potranno avere grazie al nostro impegno, alla nostra fede.
Il pontefice ha paragonato l’umanità ad un prato. Ogni filo d’erba è fragile e non permanente, ma nella sua morte diventa nutrimento per i fili d’erba successivi. Così il campo resta eterno, anno dopo anno, superando anche i rigidi inverni. Allo stesso modo l’umanità, con tutte le sue fragilità, continua a resistere nella presenza del dono e dell’amore di Dio.
Papa Prevost si è poi rivolto ai presenti, ricordando loro l’importanza della loro esistenza. Questi giovani che hanno convissuto giorni interi nonostante le differenze sono la speranza per un futuro migliore, fatto di non condivisione e pace. In inglese, poi, il Santo Padre ha ricordato la vicinanza di tutti i presenti ai giovani che soffrono a Gaza e in Ucraina, per poi citare in italiano le parole del suo predecessore: “Non allarmiamoci se ci troviamo interiormente assetati, inquieti, incompiuti, desiderosi di senso e di futuro. Non siamo malati, siamo vivi!“.
“Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno“, è stata l’esortazione rivolta ai giovani presenti, chiarendo che è Gesù stesso a chiedere loro di fare della propria vita qualcosa di grande, qualcosa che renda l’umanità “più umana e fraterna“. Prima della conclusione della messa, Papa Leone XIV ha annunciato che la prossima Giornata mondiale della Gioventù di svolgerà a Seul, in Corea, dal 3 all’8 agosto 2027, per poi ricordare le due pellegrine morte in questi giorni. “Ricordo e affido al Signore Maria e Pascale“, ha dichiarato commosso.
A conclusione della messa, quindi il Pontefice è tornato in Vaticano con lo stesso elicottero che questa mattina lo ha accompagnato a Tor Vergata.
L’arrivo di Papa Leone XIV
Il Santo padre al suo arrivo è stato raggiunto da Monsignor Rino Fisichella, responsabile del Giubileo 2025, che gli ha presentato gli organizzato di queste giornate dedicate ai giovani. Tra questi anche i rappresentanti della Diocesi di Roma, la Protezione civile, le forze dell’ordine e Agostino Miozzo, ovvero il coordinatore dell’assistenza al Giubileo.
Il Santo Padre è poi salito sul palco di Tor Vergata e si è rivolto alle centinaia di migliaia di giovani presenti, che hanno passato la notte all’aperto. “Buongiorno a tutti! Spero che abbiate dormito un po’“, è stato il saluto del pontefice in italiano, inglese, spagnolo e francese. “Cominciamo la celebrazione, il più grande dono che Dio ci ha lasciato! Buona celebrazione!“, ha poi concluso.
Nella notte, i giovani sono stati sfidati anche da una leggera pioggerellina, che però non ha scalfito il loro spirito. Papa Leone XIV, quindi, ha deciso di ripagare la loro forza di volontà e la loro fede, cercando di essere presente il più possibile. Non sono però mancati gli imprevisti: l’elicottero cui si trovava a bordo, avrebbe dovuto sorvolare l’area di Tor Vergata prima dell’atterraggio. Questa fase sarebbe stata però saltata e il pontefice ha quindi deciso di far ripartire il velivolo subito dopo l’atterraggio.
Il Santo Padre è poi salito a bordo della Papamobile e ha raggiunto i presenti, attraversando ogni singolo settore in cui si trovavano per salutarli e benedirli. I giovani hanno accolto il Papa con grida e applausi e avrebbero lanciato sulla Papa mobile diversi peluche e bandiere. Oggi si compirà l’atto conclusivo del Giubileo dei giovani, con la messa del pontefice a Tor Vergata.
A 25 anni di distanza dalla Giornata mondiale dei Giovani organizzata da Papa Wojtila, Roma si trova nuovamente invasa dai giovani. Provenienti da oltre 200 Paesi, compresi quelli in guerra, i ragazzi sono arrivati a Roma per dimostrare la loro fede e per prendere parte ad un evento più unico che raro. Il tema di questo evento, così come della prima parte del pontificato di Robert Francis Prevost, è la pace. Trovarla, proteggerla e rinforzarla, è questo il compito che deve essere perseguito dalle nuove generazioni secondo il Santo Padre, al fine di rimediare agli errori del passato.
Papa Leone XIV, ieri l’omelia per i ragazzi
Già ieri, nel corso dell’omelia dedicata ai giovani, Papa Leone XIV ha invitato i giovani a “cercare la giustizia, rinnovando il modo di vivere, cercando un mondo più umano“. Un compito che potrebbe rivelarsi più semplice del previsto se nel mondo tutti imparassero a convivere, aiutarsi e sostenersi, come i giovani che in questi giorni sono giunti a Roma.
Lingue, culture e tradizioni diverse, accomunate dalla fede e dalla volontà di condivisione. Sono questi i valori che secondo il pontefice devono essere perseguiti con l’obiettivo di costruire un mondo più giusto e sicuro. “Quanto ha bisogno il futuro di uomini e donne che siano testimoni di speranza!“, ha spiegato ai circa 800mila ragazzi che ieri hanno preso parte alla veglia a Tor Vergata.
Dopo un giorno di caos e canti, l’arrivo del Santo Padre e la preghiera della sera hanno portato il silenzio a Tor Vergata. Lo stesso che è calato sulla giornata alla scoperta della morte di due pellegrine, una dalla Spagna e una dall’Egitto, che non hanno potuto prendere parte al weekend conclusivo del Giubileo dei giovani. Papa Leone XIV le ha ricordate nel suo discorso e ha chiesto ai presenti di pregare per loro e al contempo di proseguire questo viaggio anche in loro ricordo.
Oggi si è svolta quindi la messa conclusiva dell’evento, con Papa Leone XIV e sempre più giovani che arrivano a Tor Vergata. Le misure di sicurezza anche oggi saranno imponenti. Un elicottero sorvola la zona e centinaia di forze dell’ordine sono sparse tra i giovanissimi. Questi ultimi sono sottoposti a controlli stringenti ai varchi di entrata, per evitare tragedie e per tutelare la sicurezza di tutti i presenti.
++Articolo in aggiornamento++
© Riproduzione riservata


