Si è tenuta allo stadio Acconcia de L’Aquila laPartita del cuoreche per il terzo anno consecutivo ha scelto l’Abruzzo e la conduzione diEleonora Daniele.Potremmo definirla una grande festa: è questo l’approccio generale che si è respirato, politici, giornalisti e cantanti si sono messi in gioco. Nessuna differenza, nessun colore politico, ma solo la voglia di condividere un momento di gioia con uno scopo importante: quello di raccogliere fondi.
L’atmosfera, sin dal riscaldamento, è stata goliardica. E se da una parte i cantanti, tutti molto giovani, sono scesi in campo fin dal primo minuto con l’obiettivo di segnare il maggior numero di gol possibile, dall’altra politici e giornalisti hanno affrontato la partita con maggiore consapevolezza, sapendo di avere poche possibilità di vittoria. A pesare sia la differenza anagrafica sia il minore allenamento, nonostante fossero guidati daRoberto Mancini.
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Alla fine, il campo ha premiato la Nazionale Cantanti, che si è imposta con un netto 9-4.Ma i politici e i giornalisti non hanno voluto arrendersi e hanno insistito per disputare anche la lotteria dei rigori. Dagli undici metri è arrivata la loro piccola rivincita, con Roberto Mancini, allenatore della squadra, che si è concesso il lusso di trasformare il penalty decisivo, regalando ai suoi una “vittoria”.
Partita del cuore, TonyPitony, Eddie Brock e Niccolò Filippucci: i giovani hanno voglia di divertirsi
“E’ più emozionante Sanremo o questa partita?”, chiediamo aTonyPitonycon la sua inconfondibile maschera e la sua risposta è iconica: “La prima stagione di Breaking Bad” che riassume alla perfezione l’atteggiamento con cui è stata affrontata questa Partita del cuore.
E tra gli attesi in campo ancheNiccolò Filippucci,che affronta la Partita del Cuore con entusiasmo e il desiderio di divertirsi. Tra una battuta sulla preparazione atletica e la voglia di mettersi in gioco, il giovane artista non nasconde lo spirito competitivo che accomuna molti dei protagonisti della Nazionale Cantanti, pur ricordando che il vero obiettivo resta sostenere una buona causa. “Io mentalmente sono rilassato, tranquillo. Non ho l’ora di divertirmi. E’ per una buonissima causa, quindi sono molto molto contento.” Infine sulla possibilità di vittoria dichiara:“Ci proveremo, ovviamente. Noi siamo tutti competitivi. Essendo artisti, la competitività si sente. Quella giusta, buona e sportiva. Quindi ci proveremo”.
Tra sorrisi e battute, ancheEddie Brockha contribuito ad alleggerire l’atmosfera del prepartita. Con la sua consueta ironia, scherza sulle proprie condizioni fisiche, preferendo lasciare i riflettori ai compagni di squadra, senza però rinunciare a mostrare fiducia nel gruppo. E, naturalmente, non manca una battuta su Tony Pitoni.“Io personalmente non penso di vincere, io guardo. Secondo me la mia squadra è una buona squadra.”
Partita del cuore: politici, giornalisti e la rappresentanza femminile che pian piano aumenta
Se da una parte c’è l’ironia travolgente di Tony Pitoni, dall’altra il rigore istituzionale diMatteo Renzi, che ai nostri microfoni ha portato ancora una volta l’attenzione sul significato della Partita del Cuore. Il politico ha voluto sottolineareil valore che va ben oltre il risultato sportivo.Per l’ex presidente del Consiglio questo evento rappresenta soprattutto un’occasione perlanciare un messaggio di solidarietà e sensibilizzazione,ricordando come proprio dall’Aquila, città simbolo della rinascita dopo il terremoto, possa partire un segnale di vicinanza verso le popolazioni colpite da tragedie simili.
“È bello essere all’Aquila, è importante che dall’Aquila arrivi un messaggio sul terremoto, sulla sensibilizzazione del terremoto. Poche persone come gli aquilani possono capire il dolore devastante del popolo del Venezuela.”E infine conclude sorridendo“è bello che siamo tutti insieme, politici di tutti gli schieramenti, persino politici e giornalisti, per cui bene così”.
AncheLaura Ravetto, che in questi giorni sta facendo molto parlare di sé, da quando alla Lega di Matteo Salvini ha scelto Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, ha deciso di mettersi in gioco e provare a calciare il pallone, dando un supporto alla sua squadra. E’ una delle poche quote rosa e scende in campo accanto aLicia Ronzulli, Hoara Borselli e Manuela Moreno.
E proprio per questo, abbiamo chiesto a Ravetto quanto sia importante la rappresentanza femminile anche in questo contesto. Ci ha detto: “Almeno qui siamo meritocratici, chi sa giocare sa giocare. La rappresentanza politica non è tantissima, però ci faremo valere.”Poi ha continuato ancora:“Io devo dirti, è la prima volta che gioco a calcio, quindi la colpa è mia, perché mi sarei dovuta allenare prima“.
Ravettoricorda infine che l’importante è esserci:“E’ importante essere qui, a prescindere ovviamente del momento e ritornare un po’ con l’attenzione a questo evento.Oggi mi hanno insegnato, ho fatto mezz’ora, stoppo bene, sono una brava stoppatrice, spero di riuscire a passare la palla a qualche collega che farà gol, il prossimo anno farò gol”.
A non prendersi troppo sul serio è ancheMassimo Giletti.Con la consueta autoironia, il giornalista ammette di conoscere bene i propri limiti calcistici e scherza sulle possibilità della sua squadra, pur senza escludere che il calcio possa sempre riservare qualche sorpresa. Ecco cosa ha raccontato ai nostri microfoni: “Purtroppo c’è qualcuno di noi che crede di saper giocare. La difformità è questa, che mentalmente puoi pensare, ma fisicamente… Io sono uno di quelli che sa i suoi limiti nella vita, figurati a calcio.” E sulla possibile vittoria non ci gira intorno:“Impossibile, i calciatori sono più giovani, più belli e forti, ma non si sa mai nel calcio.”
Hoara Borsellianche è in rappresentanza delle donne, ma soprattutto delle giornaliste. Quest’anno il devoluto della raccolta è andato ai terremotati sia quelli venezuelani sia quelli aquilani che nel 2009 sono stati vittime di una catastrofe. La giornalista ci ha ricordato quantoL’Aquila sia la dimostrazione di come dal terremoto si può sempre ripartire e rialzarsi.“Era importante rispondere presente perché la causa è nobilissima e importante. E poi essere a L’Aquila ancora di più, in ricordo di quel terribile terremoto,dovevamo esserci, dobbiamo dare un contributo come possiamo.Io non ho mai toccato una palla in vita mia. Siamo poche donne ma quelle poche cercheremo di farci valere”, ci dice la giornalista.
E poi ancora a rappresentare la componente femminile della squadra c’è ancheManuela Moreno, che con entusiasmo rivendica il ruolo delle donne in campo: “Guarda che ragazze che siamo, daremo la nostra spinta emotiva e propulsiva a questa partita, ce la faremo.” Poi richiama l’attenzione sul vero protagonista della serata: la solidarietà.“È importantissimo essere qui oggi perché è una giusta causa, dobbiamo esserci, faremo del nostro meglio, ma l’importante è la causa per cui lo facciamo.”
Insomma la vera vittoria è stata quella della solidarietà, al di là del risultato finale. Dai cantanti ai politici, passando per giornalisti e volti dello spettacolo, tutti i protagonisti hanno ribadito lo stesso concetto: essere presenti alla Partita del Cuore significa sostenere una causa che va oltre il calcio.
La Nazionale Cantanti ha unito entusiasmo, ironia e una migliore condizione atletica, conquistando una vittoria meritata. I politici e i giornalisti, però, non si sono arresi e hanno voluto giocarsi anche i calci di rigore, trovando una piccola rivincita grazie al penalty trasformato dal loro allenatore, Roberto Mancini. Ma, al di là del risultato e della simpatica appendice finale, ciò che conta davvero è lo spirito con cui tutti hanno accettato la sfida, mettendo da parte appartenenze, ruoli e differenze per sostenere un’iniziativa dal profondo valore umano. Ed è così che per una sera, il risultato più importante è stato quello della solidarietà.













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