La ricerca fa passi da gigante e dalla Spagna arriva una notizia che dà speranza. Il gruppo di Oncologia sperimentale del Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro (Cnio) ha fatto una brillante scoperta conducendo uno studio sui topi. I risultati di questa ricerca hanno descritto una terapia rivoluzionaria che elimina completamente le cellule cancerogene dell’adenocarcinoma duttale pancreatico (Pdac) nei modelli animali per oltre 200 giorni. Oltre all’efficacia del trattamento, si è osservata anche una notevole riduzione degli effetti collaterali.
Il Pdac è il tumore al pancreas più comune e devastante. La portata della scoperta è enorme perché per la prima volta un trattamento sperimentato è risultato completo, efficace e duraturo. Esso combina tre farmaci che svolgono azioni mirate contro la proliferazione delle cellule tumorali. Due sono inibitori diretti contro le proteine Egfr e Stat3, il terzo invece agisce contro l’oncogene Kras che è il principale motore del tumore pancreatico.
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Il direttore del gruppo di Oncologia sperimentale, Mariano Barbacid, ha evidenziato che, sebbene la risposta ottenuta sia stata per la prima volta “completa, duratura e a bassa tossicità in modelli sperimentali” non è ancora possibile “condurre studi clinici con la tripla terapia“. I modelli animali sono utili perché consentono di osservare come il farmaco interagisce con organismi più complessi rispetto alle cellule in provetta. Il problema tuttavia è che la fisiologia umana presenta variabili metaboliche e immunitarie diverse rispetto a quelle dei topi. Una risposta completa non garantisce davvero l’efficacia nell’uomo.

Sono necessarie fasi rigorose di sperimentazione clinica che richiedono un percorso lungo e complesso. Basti pensare che i primi farmaci mirati per il cancro al pancreas sono stati approvati nel 2021 e bloccavano l’azione di Kras, un gene mutato nel 90% dei pazienti con cancro al pancreas. Dopo mesi di utilizzo però, il tumore diventava resistente. Il nuovo studio mira proprio ad affrontare il problema della resistenza ai farmaci inibitori di Kras. Ciò che rende questa ricerca rivoluzionaria è il fatto che abbia compreso la necessità di agire sul tumore a livello molecolare e sia riuscita a superare barriere biologiche prima ritenute insormontabili.
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