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SOPSI 2026: abuso di sostanze e alcol, una costante nei pazienti psichiatrici autori di reato

Dal 18 al 20 febbraio si è svolto a Roma, presso l’Ergife Palace Hotel, il XXX Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI). Tra i numerosi seminari in programma, ha attirato particolare attenzione quello dal titolo “Le sfide attuali delle dipendenze patologiche: implicazioni forensi, nuovi trattamenti e percorsi nel contesto pubblico”

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Uno dei punti emersi con maggiore evidenza allaSOPSI 2026riguarda ilrapporto tra disturbi psichiatrici, dipendenze e comportamento criminale. Come è stato sottolineato dai relatori, il disturbo di personalità non rappresenta necessariamente la causa del reato, ma spesso ne costituisce la modalità attraverso cui esso si manifesta.

Dai dati presentati dai medici emerge infatti che la maggior parte dei pazienti psichiatrici autori di reato condivide una storia diabuso di sostanze. Questo abuso è frequentemente associato al consumo dialcol, con il quale instaura un rapporto di interdipendenza. Le dipendenze patologiche, dunque, risultano strettamente connesse anche all’ambito criminologico.

SOPSI 2026 le disabilità intellettive e disturbi neurologici

Uno studio condotto sui pazienti delleREMSdellaASL Roma 5ha evidenziato alcuni risultati significativi. In molti casi sono presentidisabilità intellettiveedisturbi neurologici. Il disturbo da uso di sostanze (DUS) è stato diagnosticato in 88 pazienti su 110. Le perizie effettuate in ambito penale hanno inoltre evidenziato quanto i disturbi di personalità siano spessointerconnessi all’abuso di sostanze e alcol.

Tra i dati più rilevanti emerge che il95%dei pazienti presi in esame presenta undisturbo antisocialedi personalità associato all’uso dialcol e cocaina. Dallo studio risulta inoltre un forte consumo di cannabis e, in percentuale minore, di metanfetamina, con possibili conseguenze psicopatologiche come disturbi schizo affettivi, paranoidi o borderline.

SOPSI 2026, il craving un’onda anomala nel momento di astinenza

Uno degli aspetti più complessi nella gestione di pazienti psichiatrici autori di reato riguarda il cosiddettocraving, ovvero il desiderio intenso e impulsivo di assumere sostanze.Come gestire questa spinta?Secondo la dottoressa Francesca Costantini, la difficoltà principale per il paziente è imparare a gestire quella che viene definita una“onda anomala”. Il lavoro terapeutico consiste nell’aiutare la persona arestare dentro quell’urgenzasenza cercare di sopprimerla immediatamente.

Spesso, infatti, il craving viene innescato da luoghi, persone o situazioni specifiche. La combinazione di questi fattori può riportare il paziente all’interno del circolo vizioso della dipendenza e, talvolta, anche verso comportamenti illegali.

La rTMS come nuova terapia della SOPSI 2026

Dal seminario è emerso inoltre che i percorsi terapeutici per i disturbi legati all’uso di sostanze sono complessi e richiedono tempi lunghi, oltre a un forte impegno da parte del paziente. Tuttavia, la ricerca e la tecnologia stanno aprendo nuove prospettive nel trattamento delle dipendenze.

La dottoressa Lisa De Risio ha presentato, ad esempio, un approccio innovativo basato sull’utilizzo dellarTMS(stimolazione magnetica transcranica ripetitiva). Questo trattamento prevede un protocollo clinico specifico e mira astimolare determinate aree del cervello, rendendole meno vulnerabili all’abuso di sostanze e aicomportamenti di dipendenza.

Alla luce di questi dati, sorge infine una domanda:se le sostanze stupefacenti sono considerate illegali nel nostro Paese, perché l’alcol continua a essere una sostanza socialmente accettata e legalmente accessibile?

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