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Carceri, Mattarella a Rebibbia: “Esistono istituti con condizioni inaccettabili”

Oggi il Presidente Mattarella si è recato a Rebibbia ed ha sollevato la questione delle condizioni delle carceri italiani. Ha quindi sottolineato che non tutti gli istituti sono come questo e che molti si trovano in condizioni terribili e disumane

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Oggi Sergio Matterlla si è recato a Rebibbia e ci ha tenuto a sottolineare le situazioni di degrado delle carceri italiane e le condizioni poco accettabili in cui si trovano.

Si contano circa 63.500 detenuti stipati nei 46.500 posti effettivamente disponibili. Nel 2025 ci sono già stati 74 suicidi di persone detenute e 47 decessi le cui cause sono ancora da accertare.

Inoltre, nel 2024 i Tribunali di sorveglianza hanno accolto oltre 5.800 istanze per condizione di detenzione disumana e degradante.

Recentemente è stato fatto un appello al Parlamento proprio per sottolineare le situazioni di degrado in cui si vive in molte carceri italiane: “Il carcere si è chiuso drammaticamente all’esterno, i detenuti trascorrono in celle inabitabili quasi l’intera giornata e la comunità esterna è disincentivata a collaborare. Una situazione che crea uno stato di frustrazione e burnout anche nelle persone che lavorano all’interno del contesto penitenziario”.

Carceri, le parole di Mattarella a Rebibbia

Con l’occasione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha detto: “Gli istituti di pena non devono essere isolati dal mondo esterno, ma devono far parte del mondo esterno, del mondo della nostra Repubblica”.

Sergio Mattarella è stato ospite di Rebibbia in occasione dell’inaugurazione dell‘istallazione permanente “Benu” di Eugenio Tibaldi presso la Casa Circondariale femminile.

Matterella ha poi aggiunto: “E’ un’indispensabile esigenza la collaborazione che viene assicurata dalla Polizia penitenziaria, che ha un ruolo decisivo in questi percorsi con il volontariato e il dinamico protagonismo dei singoli istituti penitenziari, che va valorizzato, perché è il veicolo principale di collegamento con la realtà esterna”.

Poi il Presidente della Repubblica ha aggiunto: “Questo è il cinquantesimo anniversario dell’ordinamento penitenziario italiano: è stata una svolta nella vita degli istituti penitenziari, con il rifiuto e il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità, con la riaffermazione obbligatoria, ben costruita e ben disposta, del fine rieducativo della pena. E anche del progetto e della missione degli istituti di costituire, prevedendole, opportunità di socializzazione”.

Con l’occasione Mattarella ha ringraziato l’Università di Tor Vergata che porta avanti tale iniziativa: “Queste iniziative, fanno sì che gli istituti di pena non siano isolati dal mondo esterno, ma facciano parte, come è doveroso, del mondo esterno, del mondo della nostra Repubblica”.

Il Presidente ha sottolineato che non tutti gli istituti carcerari sono come quelli di Rebibbia: “Naturalmente non si può ignorare che non dovunque è così, che vi sono istituti che hanno una condizione totalmente inaccettabile, in cui non vi sono attività simili. Occorre che questo messaggio, che viene dai cinquant’anni dell’ordinamento penitenziario italiano, venga raccolto, sviluppato e praticato. Per questo sono lieto di essere qui e ho trascorso questi momenti insieme a voi per sottolineare quanto siano importanti per il nostro Paese, per la sua società questi percorsi di coinvolgimento culturale, professionale, di prospettiva di futuro che vengono assicurati e sviluppati. E quindi complimenti ai due istituti, nell’ambito femminile e nell’ambito maschile, per quanto fanno”.

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