“La maggioranza si divide ancora una volta sulla legge elettorale:FdI ha deciso di inseguire le posizioni di Vannacci ed è rimasta isolata, con Lega e Forza Italia che hanno votato diversamente“, “una destra implosa“, “un governo incapace di trovare una sintesi anche su temi fondamentali per democrazia del Paese“. Le opposizioni assalgono la maggioranza e la pungono in ogni punto debole con il desiderio di invocare la crisi e le dimissioni di Giorgia Meloni.
Una nuova divisione che allarga la crepa nella coalizione di governo all’indomani della clamorosa bocciatura all’emendamento sulle preferenze votato in scrutinio secretato e che ha sancito un tradimento dagli alleati nei confronti del premier. E così,mentre è caccia ai circa 50 franchi tiratori, le opposizioni studiano la miglior strategia per sfruttare il momento di grande difficoltà degli avversari.
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La proposta di legge ripresa comunque nel suo esame e discussione alla Camera questa mattina, aveva proseguito il suo iter nel voto degli emendamenti arrivati ad essere circa 60, dopo che le opposizioni ne hanno ritirato la maggior parte. E dopo il nuovo terremoto in governo con il voto diviso sull’emendamento sulle preferenze proposto però daldeputato di Futuro Nazionale Ziello. Una proposta di modifica che aveva ricevuto l’appoggio da parte del partito del premier e di Noi Moderati, ma non quello di Lega e Forza Italia, venendo quindi bocciata a voto segreto con 233 no e 199 sì.
Sull’emendamento vannacciano i relatori e il governo si erano rimessi all’Aula, modificando il parere dato ieri che invece era contrario. E già nel corso della mattina, prima che si svolgesse il voto segreto, da FdI si lasciava trapelare l’intenzione di votare a favore. “E’ stato un errore madornale da parte di FdI votare l’emendamento. È assurdo inseguire Vannacci“, dice un big leghista. E anche in Forza Italia non c’è condivisione sulla `mossa´ decisa dal partito di via della Scrofa
E alla luce di questo nuovo spinoso risvolto in maggioranza, i leader del centrosinistra,Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonellisi sono riuniti per circa mezz’ora, nel corridoio della Corea, a Montecitorio, per fare il punto sulla linea da tenere nella prosecuzione dell’esame della legge elettorale.
Intanto, considerando il peso politico di un tale situazione, Meloni a caldo ha fatto riferimento alla possibilità di tornare al voto a giugno. E così, irritata ma convinta di aver fatto la cosa giusta, il presidente del Consiglio è pronta ad aprire una riflessione nella sua maggioranza per capire i margini di manovra con coloro che dovrebbero essere i suoi alleati che hanno preferito nascondersi dietro lo scranno di Montecitorio. Perché Meloni rivendica di averci “messo la faccia“, di averci provato, ma in totale solitudine. Quindi, se nella sua analisi a caldo affiora un voto anticipato a giugno e il rischio di un governo balneare, la glossa è palese: “Io l’avevo detto e sono stata l’unica“.
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