“Purtroppo, le peggiori ipotesi sono state confermate. Un atto di sabotaggio si è verificato sulla tratta Varsavia-Lublino“. Ne è convito il primo ministro polacco, Donald Tusk, che via X ha riferito che i servizi ritengono che l’incidente di domenica sulla ferrovia polacca tra la capitale e Lublino sia stato un sabotaggio deliberato.
In sostanza, si tratterebbe, da quanto spiegato dal premier, della deflagrazione di un ordigno che ha distrutto i binari ferroviari, dove sono stati riscontrati danni anche sulla stessa tratta più vicino a Lublino. Servizi e procura polacchi sono al lavoro per tutti i rilievi necessari ai fini delle indagini. L’incidente, nel dettaglio, è stato segnalato nella mattina di domenica dopo che un macchinista si un treno passeggeri regionale aveva notato una parte mancante del binario. Ulteriori ispezioni hanno determinato che c’erano danni a un tratto di binario vicino al villaggio di Mika, a circa 100 chilometri a sud-est di Varsavia, e in un altro punto della linea, dando così inizio alle indagini sulle cause del danno.
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Si tratta inoltre di una tratta ferroviaria estremamente importante, in quanto utilizzata anche per facilitare la consegna di aiuti all’Ucraina. Motivo per cui, Tusk riterrebbe plausibile che l’esplosione “aveva lo scopo di far saltare in aria un treno sulla tratta Varsavia-Deblin“, e rimarcando che si è trattato di “un tentativo di destabilizzare e distruggere l’infrastruttura ferroviaria, che avrebbe potuto portare ad un disastro ferroviario“.
Senza tralasciare la fortuna che non ci sia stata alcuna tragedia, il primo ministro polacco non lasciare passare la vicenda in sordina ribadendo che “la questione è comunque molto grave” e puntualizza come i responsabili saranno catturati “indipendentemente da chi ci sia dietro“. Certo, l’allusione a chi possa essere il mandante è presto fatta, considerando il contesto, sembra sorgere spontaneo che ci possa essere la mano di Mosca. Dall’invasione russa dell’Ucraina, avvenuta a febbraio del 2022, le autorità polacche hanno arrestato decine di persone con l’accusa di sabotaggio e spionaggio.
Anche il ministro dell’Interno e dell’Amministrazione Marcin Kierwinski ha confermato la natura intenzionale dell’incidente. Ieri sera, poi, si è verificato un altro sabotaggio alle ferrovie a Puawy, nel centro della Polonia. Le linee aeree dell’alimentazione sono state danneggiate da una catena metallica e un treno passeggeri con 475 persone a bordo è rimasto a lungo bloccato.
Intanto, come riportato dall’agenzia Pap, il governo polacco ha disposto la riapertura di due valichi di frontiera con la Bielorussia, che erano stati chiusi per impedire l’ingresso di migranti mediorientali trasportati da Minsk come strumento di guerra ibrida. In sostanza, quindi, il varco di Bobrowniki è stato riaperto al traffico per auto, bus e mezzi pesanti. Il varco di Kuznica però è di nuovo percorribile ma solo alle automobili.
Lo scorso 28 ottobre, Tusk aveva avvertito come le minori pressioni migratorie consentivano una riapertura dei valichi, ma che sarebbe stata rimandata per la necessità di coordinarsi con la Lituania, che proprio in quel giorno aveva chiuso il confine con la Bielorussia per arginare i traffici illegali.
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