California, Colorado, Kentucky e New Jersey portano avanti la causa intentata contro Meta nel 2023 mossa da 29 Stati. Ilprocesso federalea carico della società di Mark Zuckerberg si è aperto ieri negli Usa, l’accusa mossa dai quattro Stati, riportata dalNew York Times, è quella di avercausato danni ai bambini tramite una tecnologia costruita per creare dipendenza. A spiegare nel dettaglio le motivazioni è Megan O’Neil, procuratrice generale della California, sostenendo che il gigante tech avrebbe “reso i minori dipendenti e li ha sfruttati”, oltre ad aver “ingannato” il pubblico. La procuratrice aggiunge che Meta avrebbe inoltre “sfruttato il funzionamento del cervello dei bambini”.
L’imputazione a carico dell’azienda comprende anche di aver presumibilmenteraccolto dati di bambini al di sotto dei 13 anni, senza il consenso dei genitori, violando così la legge federale. In particolare queste accuse sono mosse alle piattaformeFacebook e Instagrame dal canto suo l’azienda si è difesa affermando di “aver cercato di affrontare i rischi legati ai social media”. Nel quadro dell’udienza del processo a Oakland su queste determinate accuse il gruppo si è difeso dicendo di aver “cercato di aiutare gli utenti con problemi di utilizzo”. I procuratori comunque puntano a portare a deporre alcune figure al vertice dell’azienda, tra cui lo stesso Mark Zuckerberg, come fa emergere la CNN.
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I rischi che corre il colosso tech riguardanopossibili sanzioni pari a circa duecento miliardi di dollarie cambiamenti profondi sia a Facebook che Instagram: come la fine del conteggio dei “like” e misure contro lo scrolling infinito. Gli esperti del settore parlano di questa fase come “il momento delle grandi aziende del tabacco” dei social media, con il gigante tech come primo obiettivo. Il processo dovrebbe avere una durata che varia dalle 6 alle 8 settimane, in caso di vittoria dei quattro Stati, potrebbero verificarsi cambiamenti significativi nel mondo dei social network. L’obiettivo del pool di procuratori è quello di ottenere “un provvedimento ingiuntivo permanente, su base nazionale”.
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