È Mosca a scrivere alla Nato attraverso la sua ambasciata in Belgio per manifestare il proprio dissenso in merito alla linea “avventurosa e irresponsabile” adottata dall’Alleanza, che comprenderebbe esercitazioni volte a simulare “l’isolamento” dell’exclave russa di Kaliningrand che si trova tra Polonia e Lituania, protagoniste delle recenti tensioni a causa di droni russi sconfinati.
Secondo Mosca questa decisione aumenterebbe “notevolmente i rischi di uno scontro armato diretto”, sottolineando che la Russia è pronta a ricorrere “all’intero arsenale di armi a sua disposizione” per “difendere il territorio”. La Nato in seguito conferma di aver ricevuto tale missiva e di aver risposto denunciato “le minacce” di utilizzo della forza da parte di Mosca. Inoltre, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha dichiarato che l’Europa “sta conducendo una guerra contro la Russia, su questo non c’è dubbio”.
Mosca, durante addestramento precipita un bombardiere Tu-95: 6 morti
Nel frattempo il ministero della Difesa russo ha fatto emergere che un bombardiere strategico russo Tu-95 si è schiantato durante un volo di addestramento precisamente nella regione dell’Amur, nell’estremo oriente della Federazione Russa. Nell’impatto sono deceduti sei membri dell’equipaggio mentre un altro è rimasto ferito.
Ucraina, proseguono i colloqui
Proseguono invece i colloqui negli Stati Uniti. Il Cremlino ha inviato Kirill Dmitriev che nella giornata di ieri ha incontrato a Washington alcuni funzionari statunitensi per “proseguire le discussioni costruttive su una risoluzione pacifica del conflitto tra Russia e Ucraina”. Lo riferisce una fonte all’agenzia Agi, che prosegue sostenendo che durate i colloqui si è anche discusso di possibili “iniziative russo-statunitensi nel settore energetico dopo la fine della guerra”.
Ed è in questo quadro che si inserisce la proposta accettata da Donald Trump per allentare le sanzioni statunitensi alla Russia a parrò che rilasci prigionieri politici. Lo riferisce il The Atlantic, anche se l’iniziativa è alle fasi iniziali nonostante fosse stata avanzata alcuni mesi fa.
Dunque, la Russia potrebbe rientrare nell’economia globale, mentre Washington potrebbe godere di accordi su petrolio, gasolio e altri beni. Inoltre, quella di liberare dei prigionieri potrebbe essere una mossa da parte di The Donald per ottenere l’ambito premio Nobel per la Pace. Se il tutto dovesse realizzarsi, Kiev e alcuni partner europei potrebbero mostrare il loro dissenso.
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