È di almeno 11 morti e 5 feriti il bilancio degli attacchi israeliani avvenuti nella notte nel sud del Libano. Secondo quanto riferito dai media libanesi e da fonti ufficiali, il maggior numero di vittime si registra a Kfar Reman, nel distretto di Nabatieh, dove un raid aereo condotto dopo la mezzanotte ha colpito un edificio residenziale. Nell’attacco sono morte 9 persone, tra cui 2 bambini, mentre altre 5 sono rimaste ferite. Le operazioni di soccorso hanno quindi permesso di recuperare le vittime e i feriti dalle macerie dell’edificio colpito.
Un secondo attacco, condotto con un drone contro un veicolo nella stessa località, ha provocato la morte di 2 paramediciappartenenti ai Risala Scouts, gruppo affiliato al movimento Amal e legato all’area di Hezbollah. La notizia è stata riportata dai media locali e ripresa dalle agenzie di stampa, mentre al momento non è arrivato un commento ufficiale da parte delle Forze di difesa israeliane (IDF) sugli attacchi e sul numero delle vittime.
I raid in Libano
La notte di attacchi, però, non ha riguardato soltanto Kfar Reman. Infatti, secondo l’agenzia di stampa governativa del Libano Nna, altri raid israeliani hanno colpito Nabatieh e la vicina località di Arab Salim, ampliando l’area interessata dalle operazioni militari nel sud del Paese.
Un ulteriore raid ha colpito Deir al-Zahrani, dove un edificio è stato distrutto. Secondo le informazioni disponibili, l’attacco è avvenuto dopo che l’esercito israeliano aveva diffuso un avviso di evacuazione rivolto alla popolazione della zona. In precedenza, le IDF avevano dichiarato di aver preso di mira una posizione riconducibile a Hezbollah nel villaggio, situato a meno di 10 minuti di automobile da Kfar Reman.
Cresce la tensione tra Iran e Usa
Gli attacchi nel sud del Libano si inseriscono in un quadro già particolarmente teso. Infatti, nelle stesse ore, è arrivata anche una dura presa di posizione da Teheran sullo Stretto di Hormuz. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha accusato gli Stati Uniti di aver provocato l’interruzione del traffico commerciale e l’aumento dei prezzi dell’energia.
In un messaggio pubblicato su X, Baghaei ha sostenuto che lo stretto era “completamente libero fino al 28 febbraio”, quando, secondo la versione iraniana, gli “Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro l’Iran”. Teheran respinge quindi nuovamente le accuse di Washington e sostiene che siano gli Stati Uniti ad aver innescato la crisi e a voler trasferire sul resto del mondo i costi delle sue conseguenze.
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