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Libano, soldato Idf distrugge una statua di Gesù, Israele: “Atto grave e vergognoso”

Il ministro degli Esteri israeliano si scusa con i cristiani e annuncia provvedimenti disciplinari. Condanna anche del premier Netanyahu. Dall’Italia Tajani: “Profanare simboli religiosi è segno di debolezza”

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Un video diffuso sui social media ha mostrato un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) mentre distrugge a martellate una statua di Gesù in un villaggio cristiano nel sud del Libano. Le immagini, la cui autenticità è stata confermata dalle stesse Idf, hanno suscitato immediate reazioni istituzionali in Israele e all’estero.

Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha definito l’episodio “grave e vergognoso”, prendendo pubblicamente le distanze dal gesto del militare. “Il danneggiamento di un simbolo religioso cristiano da parte di un soldato delle Forze di Difesa Israeliane è vergognoso”, ha dichiarato, esprimendo scuse formali “a ogni cristiano i cui sentimenti sono stati feriti”. Inoltre, Sa’ar ha elogiato l’esercito per aver condannato l’accaduto e avviato un’indagine interna, assicurando che saranno adottati “provvedimenti severi” nei confronti del responsabile.

Netanyahu: “Scioccato e rattristato, sarà punito con severità”

Sulla vicenda avvenuta in Libano è intervenuto anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha affermato di essere “scioccato e rattristato” dopo aver visionato la documentazione. In un messaggio pubblicato in inglese su X, il premier ha condannato “con fermezza” l’atto di vandalismo, definendo il soldato un “criminale” e confermando l’apertura di un’indagine.

Netanyahu ha sottolineato che le autorità militari agiranno “con la massima severità” contro il responsabile, ribadendo che simili comportamenti non rappresentano i valori dello Stato di Israele né quelli delle sue forze armate. 

Tajani sull’episodio in Libano: “Violento accanimento contro i cristiani”

Dall’Italia è arrivata la reazione del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha espresso apprezzamentoper la condanna “con grande fermezza” da parte di Sa’ar. Tajani ha definito l’episodio “inaccettabile”, parlando di “un violento accanimento contro i cristiani che inMedio Oriente rappresentano uno strumento di pace”.

Inoltre, il titolare dellaFarnesinaha sottolineato che “profanare i simboli del cristianesimo, dell’ebraismo e dell’Islam non è una manifestazione di forza ma solo di debolezza”, richiamando i principi della libertà religiosa e del dialogo interreligioso. Un monito che evidenzia la dimensione non solo politica ma anche culturale dell’accaduto in Libano, in un contesto attualmente molto complesso.

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