consorzio arcale

Johnson & Johnson pagherà 5,5 miliardi per talco sospetto cancerogeno

Il vicepresidente della multinazionale, Erik Haas, ha dichiarato che questo accordo “consente all’azienda di lasciarsi alle spalle questa vicenda”. Nel 2024 il talco è stato riclassificato come probabile cancerogeno per l’uomo

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la società Johnson & Johnson dovrà pagare circa5, 5 miliardi di dollari per per porre fine a migliaia di cause contro il suo talcoper bambini e altri prodotti a base di talco. Queste azioni legali sono state mosse nel corso di anni a causa del fatto che questi prodotti sono sospettati di aver potuto causarecancro alle ovaie. Come riporta ilGuardian,si tratterebbe di un accordo storico, dato che la battaglia legale della società prosegue da circa un decennio.

L’azienda farmaceutica ha chiarito che l’accordo copre circa 76.000 richieste di risarcimento tra le quali anche quelle presso un tribunale federale del New Jersey e cause correlate presso i tribunali statali. Una delle vicende più complesse, e una delle prima a finire a processo, è quella avvenuta alla famiglia di Jacqueline Fox, che ottenneun risarcimento di 72 milioni di dollari dopo la morte della donna.Prima di questo “accordo storico”, la multinazionale aveva già raggiunto altri accordi nella maggior parte delle cause intentate con l’accusa principale di mesotelioma in migliaia di clienti.

Secondo quanto riporta la Fondazione Veronesi,nel luglio del 2024 il talco è stato riclassificato come probabile cancerogeno per l’uomo, e non più come possibile. La IARC (Agenzia Internazionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Ricerca sul Cancro), ha inserito il talco nel gruppo 2A, lo stesso della carne rossa.

Johnson & Johnson, le parole del vicepresidente

Dunque, dopo una battaglia durata 10 anni gli studi legali dei querelanti sostengono che l’accordo sia una buona soluzione. Manca solo un ultimo passaggio: il 95% delle persone che hanno presentato le richieste di risarcimento devono accertare tale accordo. Solo in seguito quindi potrebbe terminare la lunga causa legale.

Erik Haas, il vicepresidente di Johnson & Johnson, ha sottolineato che leaccuse eranoprive di fondamento” e che l’azienda era disposta a raggiungere un accordo per chiudere definitivamente la questione: “Pur essendo fiduciosi che l’azienda avrebbe alla fine prevalso in un ulteriore contenzioso, com’è accaduto nella stragrande maggioranza dei casi finora trattati” per tale motivo questo accordo “consente all’azienda di lasciarsi alla spalle questa vicendae di rimanere concentrata sulla sua missione di sviluppare farmaci e dispositivi che salvano vite umane”.

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