Iran dice no al secondo round di colloqui: ‘Richieste eccessive da Usa’

Trump ha nel frattempo rinnovato una precisa minaccia nei confronti di Teheran: qualora non venisse accettato un accordo ritenuto "equo e ragionevole" dagli Stati Uniti, verranno adottate misure severe

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L’Iranhaescluso la possibilitàdi partecipare a un secondo round di colloqui di pace con gli Stati Uniti, come riportato dall’agenzia di stampa statale iranianaIrnae ripreso daSky News. Secondo quanto riferito, Teheran ha motivato la sua assenza citando “lerichieste eccessive di Washington, leaspettative irrealistiche, ifrequenti cambiamenti di posizione, lecontraddizioniripetute e ilblocco navale in atto, ritenuto unaviolazione del cessate il fuoco“.

Nel frattempodichiarazioni dure e decisearrivano dal primo ministro israelianoBenjamin Netanyahudurante un discorso tenuto insieme al presidente argentinoJavier Milei, in visita ufficiale in Israele. L’azione congiuntatra Stati Uniti e Israele nei confronti dell’Iran “prosegue e non si è ancora conclusa“, ha sottolineato. Netanyahu ha evidenziato che “ogni istante può introdurre nuovi sviluppi” e ha aggiunto: “Chi può sapere cosa ci attende domani o nei giorni successivi“. Concludendo il suo intervento, il primo ministro israelianoha espresso fiduciache Stati Uniti e Israele riusciranno a “raggiungere gli obiettivi prefissati e aportare maggiore speranza e luce ai popoli liberi di tutto il mondo“.

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Nei giorni scorsi,Trump ha sostenuto che l’Iran avrebbe accettato quasi tutte le richiestedegli Stati Uniti riguardo alprogramma nucleare, una dichiarazione peròprontamente smentita dai leader iraniani.Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore e presidente del Parlamento iraniano, ha sottolineato in un discorso televisivo cheWashington non è riuscita né a esercitare pressionisull’Iran attraverso ultimatumné a ottenere sostegno internazionaleper un’eventuale guerra. Ghalibaf ha aggiunto che l’Iran ora punta aconsolidare i risultatiche definisce successi militari tramite la diplomazia.

Tuttavia, ha avvertito che le forze armate iraniane sonopronte a riprendere i combattimenti in qualunque momento. Venerdì scorso, il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che lostretto sarebbe rimasto apertoal traffico dellenavi commerciali, purché queste rispettassero unpercorso prestabilito dall’Iran. L’annuncio è avvenuto in concomitanza con l’inizio delcessate il fuoco in Libano tra Israele e Hezbollah. Eppure, meno di 24 ore dopo, le forze armate iraniane hannoristabilito un controllo rigoroso sull’areaaffermando chelo stretto rimarrà chiusocome rappresaglia per la decisione di Trump di imporre unblocco nei confronti delle imbarcazioni provenienti da porti iraniani.

L’annuncio iniziale sulla riapertura dello stretto aveva già provocatouno dei cali più rapidi nel prezzo del petrolioregistrati nella storia recente, mentrei mercati azionari toccavano massimi senza precedenti. Il mancato concretizzarsi della riapertura potrebbe ora alimentare ulterioriinstabilitàall’apertura dei mercati. Nel frattempo, sul fronte libanese,nonostante il cessate il fuocodi 10 giorni in vigore tra Israele e Libano, nelle ultime 24 oresi contano già nuove vittime: due soldati israeliani e un militare francese delle forze di pace. Sebbene accusato di almeno uno degli attacchi,Hezbollah ha negato ogni responsabilità. Anche l’esercito libanese ha puntato il dito contro Israele perpresunte “violazioni” della tregua.

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