Mojtaba Khameneiè una figura avvolta nel mistero fin dal giorno della sua nomina a Guida Suprema dell’Iran, l’8 marzo 2026. A distanza di un mese, non è mai apparso in pubblico, non si è mai mostrato in video e la sua voce non è mai stata ascoltata. Ilprimo messaggioa lui attribuito è stato letto nei telegiornali da presentatori e presentatrici, una modalità insolita per la più alta carica del Paese.
Secondo alcuni rumors, il28 febbraio– giorno dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, in cui sarebbero stati uccisi la Guida Suprema Ali Khamenei e i ministri dell’Intelligence e della Difesa – anche Mojtaba sarebbe rimasto coinvolto. Una nota dei servizi statunitensi e israeliani, riportata dal quotidiano ingleseTimes, sostiene cheil nuovo Rahbar sarebbe in realtà privo di coscienza e in cura per condizioni gravissime a Qom, città santa dello sciismo a circa 140 chilometri da Teheran.
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Le ipotesi su Mojtaba Khamenei
Le ricostruzioni indicano che proprio quel 28 febbraio Mojtaba si trovasse nelcompound colpito dai bombardamenti. In un primo momento, fonti del regime avevano parlato di ferite ma non mortali, lasciando intendere unapossibile ripresa. Da allora, però, nessuno lo ha più visto. Se le informazioni diffuse fossero confermate, Khamenei non sarebbe nemmeno consapevole della sua nomina né delle proteste scoppiate nel Paese.
Nel frattempo, i suoiprofili social risultano attivi: pubblicano messaggi di minaccia contro i nemici e di sostegno alle forze armate. Tuttavia, secondo molti osservatori, sarebbero gestiti da collaboratori o social media manager. Nei giorni scorsi è stato diffuso anche un video realizzato con l’intelligenza artificiale, in cui ilRahbar appare in una sala operativa mentre osserva una mappa del centro nucleare israeliano di Dimona. Un contenuto che alimenta ulteriormente dubbi e interrogativi: perché continuano a circolare immagini di questo tipo? E perché nominare una guida in queste condizioni?
Iran: un Paese smarrito
Per comprendere il quadro, bisogna guardare allasituazione interna.L’Iran appare oggi profondamente diviso: da un lato c’è chi non crede più nella Repubblica islamica e vede nella paralisi dei vertici un segnale di disgregazione del regime; dall’altro, chi resta fedele si sentesmarrito senza una guida politica e spirituale forte.
Nonostante tutto, la Repubblica islamica continua a reggere, ma in condizioni di forteinstabilità. La Guida Suprema risulta di fattoassente, mentre i Pasdaran assumono un ruolo sempre più dominante, marginalizzando il presidente riformistaMasoud Pezeshkian, ridotto a spettatore di una crisi senza precedenti.
Di fatto, il potere sembra oggi concentrato nelle mani delle componenti più radicali:i militari e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie,da tempo protagonisti di una linea dura sia all’interno sia sul piano internazionale.
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