Nuove tensioni traIrane Stati Uniti. Stando a quanto riportato dall’Irna, una dichiarazione deiPasdaran annuncia i risvolti sul fronte iraniano: sono stati colpiti diversi obiettivi militari e tecnologici statunitensi inBahreine fermatequattro imbarcazioniche tentavano di transitare lo Stretto di Hormuz.
Per i guardiani della Rivoluzione islamica, la via d’acqua strategica è ora “completamente chiusa” e “tutti i paesi che ospitano basi statunitensi nella regione sonopartnerin questi crimini di guerra.“
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Gli attacchi statunitensi
D’altra parte, anche gli Stati Uniti non si sono risparmiate. Sono infatti state colpite le pompe didesalinizzazione dell’acqua nel villaggio costiero di Bunji,nella contea iraniana di Jask. L’amministratore delegato dellaHormozgan Water and Wastewater Company,Hamzeh Pour, ha affermato che i raid hanno causato la completa interruzione della “fornitura di acqua potabile a20 villaggicon una popolazione di circa 10mila persone“, che ora sono senz’acqua.
Pour ha definito gli attacchi statunitensi “una serie di crimini e attacchi terroristici” e ora ne risulta che ”i villaggi stanno affrontando una grave carenza idrica”. In risposta, il consigliere militare della Guida Suprema iraniana,Mohsen Rezaei,ha minacciato unanuova offensiva su vasta scalaqualora gli attacchi statunitensi dovessero protrarsi per più di due o tre giorni.
“L’Iran non si accontenterà più di una semplice rappresaglia e nessun confine sarà al sicuro” ha concluso Rezaei. Intanto ilComando centrale americano(Centcom)statunitense ha annunciato di aver completato lasettima ondata di attacchicontro obbiettivi iraniani, colpendo arsenali e altri obbiettivi strategici.
I Pasdaran monitorano il Centcom
Solo ieri le forze navali delPasdaranavevano diffuso una dichiarazione nella quale minacciano possibili operazioni contro le unità delCentcompresenti nella regione.
Secondo quanto riferito dalle autorità iraniane, le proprie unità navali starebbero monitorando attentamente imovimenti delle forze statunitensi e i loro preparativi militari. “Le nostre unità navali sorvegliano e monitorano i movimenti e i preparativi dell’esercito statunitense“, si legge nella nota diffusa dai pasdaran.
Nella dichiarazione si sostiene inoltre che Washington, con le proprie attività militari, “si starebbe avvicinando all’ora zero” per l’avvio di possibili operazioni contro le unità del Centcom presenti nelle acque della regione.
L’avvertimento del comandante della Marina dei Pasdaran
A rafforzare il messaggio era intervenuto anche il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione,Ali Azmaei, che ha rivolto un avvertimento diretto agli Stati Uniti. “Le forze armate terroristiche americane sono sotto la sorveglianza delle unità navali iraniane“, ha dichiarato Azmaei, aggiungendo: “Aspettate e vedrete“.
Le parole del comandante arrivano mentre la tensione militare nella regione resta elevata, con Teheran e Washington impegnate in un confronto caratterizzato da sanzioni, operazioni militari indirette e accuse reciproche.
Il caso della torre di sorveglianza distrutta
La nuova minaccia iraniana è arrivata dopo che il comando statunitense aveva confermato la distruzione di una torre appartenente alla rete di sorveglianza iraniana nel portoShahid Kalantari di Chabahar, località affacciata sulGolfo di Oman.
L’episodio avrebbe contribuito ad alimentare ulteriormente lo scontro verbale tra i due Paesi. I pasdaran hanno accusato gli Stati Uniti diaumentare la pressione militare nella regione, mentre Washington considera strategica la sorveglianza delle attività iraniane nelle aree marittime del Medio Oriente.
Il messaggio dell’Iran sui social
La Marina dei Guardiani della Rivoluzione ha pubblicato anche un’immagine di una nave americana sul proprio account X, accompagnandola con un messaggio di avvertimento.“I movimenti e l’equipaggiamento dell’esercito terroristico americano sono sottostretto controllo da parte delle unità navali della Repubblica Islamica“, hanno scritto i pasdaran, ribadendo che gli Stati Uniti sarebbero vicini all’«ora zero» per possibili operazioni contro le proprie forze navali nella regione.
Al momento non risultano confermate operazioni militari imminenti, ma le dichiarazioni iraniane segnano un nuovo aumento della tensione tra Teheran e Washington in un’area già caratterizzata da forte instabilità.
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