La scorsa notte un massiccio blackout ha lasciato senza elettricità la parte orientale di Cuba, a causa di un grave guasto alla rete elettrica nazionale. Il disservizio ha interessato completamente diverse province dell’isola, tra cui Santiago de Cuba, ovvero la seconda città più grande del Paese e un importante centro economico. La città, infatti, conta più di 400.000 abitanti.
A comunicare l’accaduto è stata l’Unione elettrica cubana (Une), la compagnia elettrica statale, che ha spiegato come l’incidente abbia provocato un’interruzione diffusa del sistema nella regione orientale. Secondo quanto riportato dall’azienda sui social, il blackout sarebbe stato innescato da un guasto verificatosi alle 20:54 ora locale presso la sottostazione da 220 kV situata a Holguín.
Leggi Anche
Le zone al buio e la crescente preoccupazione
L’interruzione del servizio elettrico ha causato conseguenze significative su gran parte dell’area orientale dell’isola cubana. L’Une ha precisato che la provincia di Holguín è rimasta parzialmente senza energia, mentre le province di Granma, Santiago de Cuba e Guantánamo sono state colpite completamente dal blackout.
Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha espresso “estrema preoccupazione” riguardo ai dazi che Trump ha minacciato di imporre ai Paesi che venderebbero petrolio all’isola. Il segretario ha denunciato che la crisi umanitaria a Cuba “si aggraverà e rischiando di precipitare se i rifornimenti di petrolio non saranno soddisfatti”.
La crisi energetica e il contesto politico cubano
Il contesto generale, nel quale il blackout si inserisce, è già molto complesso. L’isola da tempo affronta una profonda crisi energetica legata alle infrastrutture obsolete, alla carenza di combustibili e alle difficoltà economiche dell’intero Paese. Le centrali elettriche, spesso soggette a guasti, faticano a garantire una produzione stabile, causando frequenti interruzioni di corrente che incidono di conseguenza sulla vita quotidiana della popolazione.
Inoltre, a complicare ulteriormente la situazione influisce il delicato quadro politico ed economico dell’isola. L’embargo statunitense, le difficoltà nell’importazione di risorse energetiche e le limitate possibilità di investimento hanno drasticamente ridotto i margini di manovra del governo cubano. Gli Stati Uniti sembrerebbero giustificare la dura linea adottata facendo riferimento a una “minaccia eccezionale” per la sicurezza nazionale, mentre Cuba accusa il presidente americano Donald Trump di voler “asfissiare” l’economia dell’isola. Intanto, l’emergenza energetica sta effettivamente mettendo in ginocchio un Paese e la sua popolazione, che necessitano di misure concrete per poter fronteggiare questa crisi prima che sia troppo tardi.
© Riproduzione riservata


