Lingua dei segni: c’è il riconoscimento anche per le minoranze linguistiche

Al mondo coesistono circa trecento lingue dei segni: arriva il decreto legge che riguarda la solidarietà sociale e i provvedimenti del settore

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Il decreto-legge 51/2023 in materia di amministrazione di enti pubblici, apporta novità in termini legislativi inerenti la solidarietà sociale. “Il riconoscimento delle lingue dei segni delle minoranze linguistiche dei diversi territori garantisce l’informazione, la comunicazione, la partecipazione piena alla vita sociale, civile e politica di tutti in ogni territorio, nel rispetto della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità” afferma il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.

Quante sono le lingue dei segni?

Il database internazionale delle lingue Ethnologue, consultabile on-line, enumera 121 diverse lingue dei segni. Al mondo co-esistono circa trecento lingue dei segni, ma nuove ne emergono continuamente in seguito a processi di creolizzazione e creazione ex novo. Possono nascere spontaneamente anche al di fuori del sistema scolastico, come ad esempio in alcune comunità sordo-mute di villaggi con alti livelli di sordità congenita.  

La lingua dei segni in Italia

L’Italia è stato l’ultimo Paese, in Europa, a riconoscere la lingua dei segni (Lis) come lingua ufficiale. La svolta c’è stata nel maggio 2021 con un articolo del decreto sostegni, ma era stata anticipata in parte dalle iniziative di alcune comunità accademiche. Attualmente sono due i corsi di laurea universitari in interpretariato in lingua dei segni, uno attivo alla Sapienza di Roma e l’altro nato dalla collaborazione tra Milano Bicocca e Statale. La Sapienza è il primo ateneo italiano ad aver messo in atto, a partire dall’anno accademico 2022/2023, i dettami del decreto legislativo che riguarda la formazione degli interpreti. Il risultato è un corso di laurea sperimentale professionalizzante che crea interpreti di lingua dei segni e lingua dei segni tattile.

In Italia, la lingua dei segni comunemente utilizzata è la LIS (Lingua dei Segni Italiana): le prime ricerche linguistiche sono state avviate solo a partire dagli anni ’60.

L’Italia è stato l’ultimo Paese, in Europa, a riconoscere la lingua dei segni (Lis) come lingua ufficiale. Nel maggio 2021  un articolo del decreto sostegni ne sancisce l’adozione. Attualmente sono due i corsi di laurea universitari in interpretariato in lingua dei segni, uno attivo alla Sapienza di Roma e l’altro nato dalla collaborazione tra Milano Bicocca e Statale. La Sapienza è il primo ateneo italiano ad aver messo in atto, a partire dall’anno accademico 2022/2023, i dettami del decreto legislativo che riguarda la formazione degli interpreti. Dopo la laurea sperimentale, l’interprete sarà specializzato in lingua dei segni e lingua dei segni tattile. 

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