consorzio arcale

Bocca di Rosa cambia volto nella Treccani: simbolo di una donna libera

Il dizionario aggiorna una definizione entrata ormai nell'uso comune, riaprendo il confronto sul messaggio racchiuso in uno dei brani più celebri del cantautore genovese

4 Min di lettura

LaTreccanista valutando diaggiornare la definizione di Bocca di Rosa, la protagonista della celebre canzone diFabrizio De André, riconoscendola come una “donna libera” e non soltanto comesinonimo di prostituta. Perquasi sessant’anniil suo nome è stato associato a un significato che, secondo il cantautore genovese, non le apparteneva affatto. Oggi, però,quella lettura potrebbe essere definitivamente superata.

La proposta nasce dalla volontà direstituire al personaggio il significato originarioimmaginato da De André. Già nel 1996 il cantautoreaveva preso posizionecontro un’interpretazione che riteneva profondamente sbagliata. “Bocca di Rosa è molto arrabbiata, lei non è una prostituta“, aveva dichiarato, ricordando come la protagonista della sua canzone “lo faceva per passione, non per professione“. Eppure, nel corso degli anni, quell’equivoco si è consolidato fino a entrare persino nei dizionari.

Fabrizio De André, Bocca di Rosa
Fabrizio De André, Bocca di Rosa

Treccani verso una svolta nella definizione della celebre Bocca di Rosa di Fabrizio De André

A spiegare la svolta su Bocca di Rosa èValeria Della Valle, che dirige il dizionario Treccani insieme aGiuseppe Patota.“Nella prossima edizione del dizionario Treccani stiamovalutando di ridefinirne l’espressione“, afferma, spiegando che la nuova vocedovrebbe descriverla come una donna libera. Una modifica che, tuttavia, non cancellerà del tutto il significato sedimentato nell’uso comune. “Quando le parole entrano nell’uso comune non si torna più indietro. Nel dizionario possiamo aggiungere anche “donna libera”,ma il termine prostituta non possiamo cancellarlo“, osserva la linguista, sottolineando come il vocabolario abbia il compito di registrare anche gli usi consolidati della lingua.

Dietro questa scelta c’è anche unariflessione più ampia sul peso delle parolee sul loro rapporto con i cambiamenti della società. Quando De André scrisse Bocca di Rosa, nel1967, l’Italia era molto diversa da quella di oggi eil tema della libertà femminile era ancora fortemente condizionatoda norme e pregiudizi. Nonostante ciò, il cantautore raccontò una donna cheviveva l’amore senza ipocrisiee senza conformarsi ai giudizi della comunità. La decisione della Treccani è stata accolta con soddisfazione daDori Ghezzi, che per anni aveva evitato di intervenire sul significato delle canzoni del marito, rispettando la sua volontà.

Oggi, però,non nasconde la propria emozione: “Finalmente viene interpretata in modo corretto la sua canzone. Mi gratifica il sentimento che è cresciuto nel comprendere il suo modo di comunicare“. AncheLuvi De André, figlia dell’artista, allarga il discorso oltre il personaggio della canzone. “Io vorrei che tutti fossero liberi, non solo Bocca di Rosa che lo faceva per passione, ma anche chi se lo sceglie per professione. Soprattuttoliberi dal pregiudiziocome dalle coercizioni“, afferma, auspicando una società capace di rispettare le scelte individuali senza etichette né discriminazioni. Sul tema interviene anche la scrittriceLidia Ravera, secondo cui il cambiamento rappresenta un segnale culturale importante.

Il prossimo passo è che diventi il femminile di Casanova“, commenta, evidenziando come ancora oggi uomini e donne vengano giudicati in modo diverso quando si parla dilibertà sessuale. Più prudenteDiego De Silva, che teme ilrischiodi leggere questa revisione come unacancellazione del passato, pur riconoscendo quanto sia difficile scardinare i pregiudizi. La possibile revisione della Treccani va quindi benoltre una semplice modifica lessicale. È il tentativo di restituire a Bocca di Rosa il significato pensato da Fabrizio De André e, allo stesso tempo, difotografare un cambiamento culturaleche coinvolge il linguaggio e il modo in cui la società guarda allalibertà delle donne.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.