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Banksy, svelata l’identità del misterioso artista: si tratta di Robert Gunningham

Svelata dopo molti anni l’identità dello street artist Bansky, da alcune ricostruzioni pare si tratterebbe di Robert Gunnigham, che dal 2008 ha cambiato nome in David Jones

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Dopo decenni di speculazioni, ipotesi e indagini giornalistiche, il mistero sull’identità di Banksy sembra essere arrivato a una conclusione. Una lunga inchiesta internazionale condotta dall’agenzia Reuters avrebbe infatti confermato in modo definitivo che dietro lo pseudonimo del celebre street artist si nasconde Robin Gunningham, artista britannico di 53 anni originario di Bristol.

Il nome non è nuovo agli osservatori più attenti. Già nel 2008 il tabloid britannico Mail on Sunday aveva indicato Gunningham come il possibile autore delle opere firmate Banksy. Tuttavia, mancavano prove solide. L’indagine di Reuters, basata su documenti ufficiali, testimonianze e ricostruzioni investigative, avrebbe ora fornito la conferma più convincente mai emersa.

L’indagine partita da un murales in Ucraina

La ricostruzione dei giornalisti parte da un episodio avvenuto nel novembre 2022 nel villaggio di Horenka, nei pressi di Kiev, duramente colpito durante la guerra in Ucraina. In quell’area devastata dai bombardamenti, comparve improvvisamente un nuovo murales attribuito a Banksy.

Alcuni testimoni raccontarono di aver visto arrivare un’ambulanza da cui scesero tre uomini: uno con cappuccio grigio, un altro con cappellino da baseball e un terzo con protesi alle gambe e un braccio amputato. Poco dopo, sulle rovine di un edificio apparve un’opera raffigurante un uomo barbuto nella vasca da bagno. L’opera venne poi confermata dall’account Instagram ufficiale di Banksy.

Tra i presenti sarebbe stato riconosciuto Robert Del Naja, musicista e fondatore dei Massive Attack, da anni indicato da alcuni come possibile Banksy. A confermare la sua presenza sarebbe stata una residente del palazzo, che raccontò ai giornalisti di aver offerto caffè ai tre artisti. Con loro c’era anche Giles Duley, fotografo e documentarista britannico rimasto gravemente ferito in Afghanistan nel 2011 e successivamente collaboratore di diversi progetti artistici e umanitari.

Il dettaglio decisivo: un arresto a New York

Il punto di svolta dell’inchiesta arriva però da un episodio avvenuto oltre vent’anni fa. In un’intervista televisiva, l’ex manager di Banksy Steve Lazarides mostrò alcune fotografie dell’artista e rivelò che era stato arrestato a New York alla fine degli anni Novanta.

Ricostruendo i registri della polizia, Reuters ha individuato un arresto avvenuto alle 4:20 del mattino del 18 settembre 2000. L’uomo fermato per aver vandalizzato un cartellone pubblicitario era Robin Gunningham, che confessò l’atto e fu condannato a cinque giorni di servizi sociali.

Questo documento rappresenterebbe il primo collegamento ufficiale tra il nome reale e l’identità artistica di Banksy. Dopo il 2008, però, il nome di Robin Gunningham sembra scomparire completamente dai registri pubblici. Secondo Lazarides, poco prima della fine della loro collaborazione l’artista avrebbe cambiato identità legale.

L’indagine di Reuters sostiene di aver individuato il nuovo nome scelto: David Jones, lo stesso nome di nascita della leggenda della musica David Bowie. Una scelta che potrebbe essere interpretata come un omaggio al grande artista britannico. Inoltre, un uomo registrato come “David Jones” avrebbe attraversato il confine tra Polonia e Ucraina negli stessi giorni e nello stesso punto di frontiera utilizzato da Del Naja e Duley nel 2022.

© Riproduzione riservata

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