Omicidio choc nel carcere di Viterbo, dove un detenuto haaggredito ed uccisoun altro carcerato, probabilmente all’interno della cella che i due condividevano. Dalle prime informazioni che filtrano dall’istituto penitenziario, la vittima sarebbe raggiunta da uno o più colpi inferti con uncoltello. Il personale della casa circondariale è prontamente intervenuto all’interno della sezione, ma per il detenuto non ci sarebbe stato nulla da fare e l’uomo èmortoin seguito alle ferite riportate.
La dinamica dei fatti risulta ancora sconosciuta, così comeignote sono le motivazioni del gesto. Gli inquirenti stanno al momento ricostruendo quanto accaduto, raccogliendo le testimonianze delle persone presenti e verificando ogni elemento utile alle indagini. Dovranno essere individuati il momento esatto dell’aggressione, il numero dei colpi inferti e il modo in cui il detenuto sarebbe entrato in possesso del coltello. Gli accertamenti dovranno stabilire inoltre se tra i due uomini sia natauna lite improvvisaoppure se l’omicidio sia maturato dopo precedenti contrasti.
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Il 4 giugno scorso un altro episodio di violenza nel carcere di Viterbo
Quella di oggi non è il primo caso di aggressione che si verifica questo mese nel carcere del capoluogo laziale. Come riportato daViterbo Today, infatti, lo scorso 4 giugnoun agente scelto è stato ferito da un detenuto, riportando gravi lesioni e ricevendo una prognosi di30 giornidall’ospedale. Insomma, due drammatici avvenimenti che riportano in primo piano l’annoso dibattito sulle sulla violenza in carcere, fenomeno che nella stragrande maggioranza dei casi è strettamente legato a condizioni di detenzione inadeguate, da tempo denunciate da numerose associazioni.
Tra i punti cruciali sovente evocati troviamol’affollamento e lo spazio vitale insufficienteper i reclusi, a cui si collega la mancanza di privacy ed intimità. Ad aggravare la questione contribuiscono anche l’assenza di servizi igienici separati e lacarenza di personale deputato a garantire la sicurezza, problema quest’ultimo generato dai bilanci degli istituti sempre più esigui.
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