Una nuova ombra rischia di macchiare ancora la carriera di Alex Schwazer. Il marciatore altoatesino, già protagonista negli anni passati di una lunga e controversa vicenda legata al doping, è stato sospeso in via cautelare dall’Agenzia nazionale antidoping tedesca (NADA) dopo essere risultato positivo all’eritropoietina (Epo).
Secondo quanto comunicato dalla stessa NADA, tracce della sostanza sono state rilevate sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue prelevati il 26 aprile scorso durante i Campionati tedeschi open di marcia su strada. Inoltre, l’agenzia ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti dell’atleta e ha presentato una denuncia alla procura competente sulla base della normativa antidoping vigente in Germania. Ciò ha creato molto sconforto nell’atleta che ritiene ci sia un accanimento nei suoi confronti.
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Alex Schwazer: “Non ho assunto Epo”
In conferenza stampaAlex Schwazersi presenta con tono rassegnato, non ha più voglia di buttarsi in processi mediatici. Alla domanda se c’è un accanimento nei suoi confronti spiega: “Non lo so e non mi interessa. Adesso il mio stato d’animo è molto diverso rispetto a dieci anni fa. Ognuno ha un limite di sopportazione. Non voglio perdere la mia famiglia, il mio lavoro, i miei cari, rimettendomi dentro per cercare di indagare. Io poi mi perdo, il rischio è anche quello.Non voglio più rischiare di mettere da parte la mia vita per buttarmi in procedure, udienze e quant’altro“.
Schwazer ha poi ribadito: “Posso solo dire che non ho assunto Epo, non so come sia finito e dico subito che non lo voglio più sapere, perché se no mi rovino e non lo voglio fare:sono innocente, tutte le altre cose non mi interessano, io la chiudo qui“.
Dunque, l’atleta rinuncia al ricorso, deluso da tutto ciò: “Ho ricevuto una contestazione di positività all’Epo. Non ho preso nulla, ma non ho più fiducia nel sistema. A 41 anni non ne ho più la forza.Non voglio rovinare la mia vita, il mio lavoro e la mia famiglia.Chiederemo la controanalisi, ma solo se verrà analizzato anche un residuo di urina conservato. Se non viene accettato, rinuncio anche alla controanalisi”.
“Non farò più nulla dal punto di vista legale.La mia vita viene prima di tutto”,con queste dichiarazioni stavolta l’atleta si presenta con un atteggiamento completamente diverso, stanco di questa lotta che porta avanti da dieci anni.
Il controllo dopo il record italiano
Il test antidoping contestato risale alla gara disputata a Kelsterbach, nei pressi dell’aeroporto di Francoforte, valida per i campionati tedeschi. In quell’occasione Schwazer aveva vinto la competizione con il tempo di 3 ore, 1 minuto e 55 secondi, nuovo record italiano della maratona di marcia sulla distanza dei 42 chilometri e 195 metri.
Quel risultato aveva riacceso le speranze dell’atleta di poter tornare a vestire la maglia azzurra in occasione degli Europei di marcia in programma ad agosto a Birmingham. Una convocazione che però non è mai arrivata. Oggi, a distanza di quasi due mesi da quella prestazione, emerge invece la positività all’Epo, sostanza inserita nella categoria S.2 del Codice mondiale antidoping e vietata perché in grado di aumentare artificialmente la capacità di trasporto dell’ossigeno nel sangue e quindi la resistenza fisica.
I precedenti di Alex Schwazer e la conferenza stampa
La vicenda assume ancora più rilievo considerando il passato sportivo di Schwazer. Oro olimpico nella 50 chilometri di marcia ai Giochi di Pechino 2008, l’atleta è stato successivamente coinvolto in diversi casi di doping che hanno segnato profondamente la sua carriera. Nel 2012 arrivò una prima squalifica di tre anni e nove mesi, mentre nel 2016 fu colpito da una seconda e più pesante sanzione di otto anni.
La nuova contestazione rischia quindi di rappresentare un ulteriore capitolo negativo in una storia sportiva controversa. Per oggi alle 16 è stata annunciata una conferenza stampa a Bolzano nella quale Schwazer dovrebbe fornire la propria versione dei fatti e chiarire la sua posizione rispetto alle accuse mosse dall’agenzia tedesca.
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