Altri2 agentidel commissariato di polizia Mecenate sono finiti nell’indagine dellaProcura di Milanoin cui è coinvolto l’assistente capoCarmelo Cinturrino, in carcere per l’omicidio diAbderrahim Mansouri, ucciso lo
scorso26 gennaionel boschetto diRogoredodurante un’operazione antispaccio.
Le nuove iscrizioni, di cui una perfalsoe una perarresto illegale, sono legate alla richiesta diincidente probatorionotificata in queste ore per convocare almenootto testimoni, tra pusher e tossicodipendenti, in modo dacristallizzarei loro racconti.
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Omicidio Rogoredo, altri indagati 2 poliziotti indagati insieme a Cinturrino
I due nuovi indagati si aggiungono ai quattropoliziottipresenti il 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo e allo stesso Cinturrino. Riguardo quest’ultimo, secondo gli sviluppi investigativi più recenti, i magistrati stanno valutando se l’omicidio di Mansouri possa essere statopremeditatoe non frutto di unmomento di tensionecome sempre sostenuto dal poliziotto. Lo riportaMilano Today, aggiungendo che i pubblici ministeriMarcello Viola, Giovanni Tarzia e Leonardo Lesti, oltre all’accusa diomicidio volontario aggravato, ipotizzano per Cinturrino altri reati, dall’estorsioneallepercosseallospaccio.
I legali di Cinturrino: “La morte di Mansouri è stata una tragica fatalità”
Intanto, i legali dell’assistente capo,Marco BianuccieDavide Giuseppe Giugno, hanno reso noto un lungo comunicato nel quale lamentano “un susseguirsi di grottesche notizie di ‘cronaca’con le quali si sta tentando di descrivere il nostro assistito come fosse un soggetto dedito adelinquereed inserito incontesti criminali”. .
I due si sono poi concentrati sulla messinscena posta in essere da Cinturrino il giorno dell’omicidio. Nelle loro parole, quest’ultimo “è ben consapevole che il collocamento dellapistola giocattolovicino al corpo della vittima abbia pesantementesvalutato la sua credibilità agli occhi dell’opinione pubblica, ma è stato il gesto di un uomosotto shock, in preda alla paura e totalmente disorientato“. Inoltre, parlando del colpo di pistola gli avvocati hanno affermato che per la distanza della vittima e le condizioni di scarsa visibilità, esso non potrebbe colpire la sagoma umana“nemmeno se venisse esploso altrecento volte”. Per il legali, la morte del pusher sarebbe dunque stata unatragica fatalità.
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