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Mostro di Modena, verso la riapertura delle indagini: nuovi esami sui reperti

Polizia e Carabinieri stanno riesaminando gli atti relativi agli 8 omicidi di donne avvenuti tra il 1985 e il 1995 nella provincia di Modena. Le famiglie di 5 vittime chiedono nuove analisi scientifiche

3 Min di lettura

Potrebbe essere ormai vicina la riapertura delle indagini sugli omicidi attribuiti al cosiddetto “Mostro di Modena”, il serial killer che avrebbe agito nella provincia modenese nell’arco di dieci anni. Sono almeno 8 le donne uccise tra il 1985 e il 1995, in circostanze che nel tempo hanno alimentato l’ipotesi di una possibile unica mano dietro i delitti. Polizia e Carabinieri, su incarico della Procura, stanno lavorando sugli atti delle vecchie indagini e sui reperti raccolti all’epoca. Nei giorni scorsi, secondo quanto si apprende, alcuni investigatori si sarebbero recati alla Medicina legale, dove sono conservati diversi materiali, per valutare quali possano essere sottoposti a nuove analisi attraverso le tecniche scientifiche oggi disponibili.

La richiesta di riesaminare i reperti era stata presentata dall’avvocata Barbara Iannuccelli per conto della famiglia di Anna Maria Palermo, uccisa il 26 gennaio 1994 a soli 20 anni. Dopo l’istanza, anche i familiari di altre 4 vittime, Marina Balboni, Giovanna Marchetti, Donatella Guerra e Claudia Santachiara, hanno dato mandato allo stesso legale. L’obiettivo è verificare se gli elementi conservati per decenni riguardanti il “Mostro di Modena”possano oggi fornire informazioni che all’epoca non era possibile ottenere. In particolare, potrebbe assumere un ruolo importante l’analisi di alcuni capelli che Claudia Santachiara aveva in mano quando venne ritrovata. Un reperto che all’epoca non fu possibile esaminare con gli strumenti oggi disponibili e che potrebbe dunque essere sottoposto a nuove verifiche.

Il “Mostro di Modena”: 10 anni di delitti ancora senza risposta

La lunga sequenza di omicidi iniziò nell’agosto del 1985, quando a Baggiovara venne trovato il corpo di Giovanna Marchetti, uccisa a colpi di pietra. Nel settembre 1987, Donatella Guerra fu assassinata con un punteruolo e trovata nei pressi dei laghetti di Sant’Anna. Due mesi dopo, Marina Balboni venne ritrovata in un fosso a Gargallo dopo essere stata strangolata.

Nel maggio 1989, a Campogalliano, venne uccisa Claudia Santachiara, anche lei strangolata. Nel marzo 1990 Fabiana Zuccarini fu trovata senza vita in un fosso a Staggia. Due anni dopo, nel febbraio 1992, Anna Abbruzzese venne trovata in un fosso a San Prospero ed anche in questo caso la causa della morte fu lo strangolamento. Il 26 gennaio 1994Anna Maria Palermo fu assassinata a Corlo di Formigine con diverse coltellate e il suo corpo venne trovato in un canale. L’ultimo delitto del “Mostro di Modena” risale invece al 3 gennaio 1995, quando Monica Abate venne trovata strangolata nella sua abitazione nel centro di Modena.

Questa, però, non è la prima volta che il caso viene sottoposto a nuovi accertamenti. Infatti, in passato una persona era stata inquisita nell’ambito delle indagini, ma non erano emersi elementi sufficienti per consentire di procedere. Ora la Squadra mobile della Questura starebbe riordinando e ricatalogando gli atti delle vecchie inchieste, mentre i Carabinieri starebbero valutando quali reperti possano offrire maggiori possibilità di approfondimento. La possibile riapertura delle indagini sul caso del “Mostro di Modena” potrebbe quindi rappresentare una nuova occasione per fare luce su degli omicidi rimasti irrisolti per decenni.

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