Papa Leone XIVha sottolineato l’importanza disuperare una cultura radicatanel privilegio, nell’arroganza enella mancata responsabilità, che ha arrecato danni gravi non solo a questa terra, ma anche a molte altre regioni d’Italia e del mondo. Durante la sua visita adAcerra, vicinoNapoli, il Pontefice ha dichiarato di essere venuto, prima di tutto, “perraccogliere il dolore di chi ha perso persone care a causa dell’inquinamento ambientalecausato da individui e organizzazioni senza scrupoli che hanno agito impunemente per troppo tempo“.
La sua presenza ha rappresentato unprofondo gesto di consolazioneper coloro che combattono quotidianamente contro iltormento di una malattia, per chi affronta l’assenza di un genitorescomparso prematuramente, e perchi piange un figlio, una giovane vita spezzata sul nascere. É un messaggio divicinanzaesolidarietà, ma anche un invito a guardare avanti e a scrivere una pagina nuova, dando nuova speranza a una terra che, un tempo, si chiamavaCampania felix. L’evento porta con sé anche ilsimbolo di una promessae di un recupero ideale della visita che Papa Francesco, per motivi precedenti, non aveva potuto realizzare.
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L’arrivo di Papa Leone XIV ad Acerra
Leone XIV è giunto ad Acerraintorno alle 8:45, trasportato in elicottero dopo essere decollato dall’eliporto vaticano alle 7:58. L’atterraggio è avvenuto presso il campo sportivo “Arcoleo“, dove è statoaccolto dal vescovodi Acerra,monsignor Antonio Di Donna, accompagnato dadue bambini che hanno omaggiato il Ponteficecon un mazzo di fiori. Tra le autorità presenti, ilpresidente della Regione Campania, Roberto Fico, ilsindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ilprimo cittadino di Acerra, Tito D’Errico, e ilprefetto di Napoli, Michele Di Bari.
Un primo momento di gioia si è registrato grazie all’entusiasmo dei bambini, riconoscibili dai cappellini e dalle magliette gialle, che accolgono Leone XIV con grande calore. Simili scene si ripetono fuori dallaCattedrale di Santa Maria Assunta, dove tre mamme con i loro neonati hanno atteso il suo arrivo. All’interno della cattedrale, immersa in un’atmosfera di silenzio e riflessione, il vescovo Di Donna ha descritto unarealtà locale difficile. In seguito, il Papa ha richiamato l’importanza dellaLaudato si‘, sottolineando come l’enciclica abbia rappresentato undono prezioso per la missione della Chiesa, con un significato particolare per la comunità di Acerra.
Leone XIV nella Terra dei Fuochi: “Preghiere per nuove forme di annuncio, cooperazione e rigenerazione sia ambientale che sociale“
“Il grido della creazione– ha affermato Leone XIV –e dei poveri tra voi è emerso in maniera ancora più drammatica a causa di unconcentrato letale di interessi oscuri e di un’indifferenza al bene comune, che haavvelenato sia l’ambiente naturale che quello sociale.” È un grido che, secondo il Pontefice, invoca unatrasformazione. Una trasformazione rivolta a chi ha compiuto il male, ma nelle parole del Papa c’è anchegratitudine per coloro che hanno risposto al male con il bene, in particolare per una Chiesa che ha avuto il coraggio di denunciare e profetizzare, riuscendo araccogliere il popolo intorno alla speranza.
Proseguendo nel suo discorso, il Papa ha dichiarato profonda sofferenza per ladistruzione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, insieme ai luoghi, alle storie e alle memorie che ne facevano parte. Di fronte a questa realtà, le strade percorribili sono due:l’indifferenza o la responsabilità. “Voi avete scelto la via della responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete intrapreso un cammino di impegno e diricerca della giustizia“.
Leone XIV ha orientato la comunità verso la Chiesa locale, definendola come “membra vive di questo popolo” e incoraggiando a incarnare ogni giorno “l’autorità del servizio: un servizio che si china con umiltà, si avvicina agli altri, compie il primo passo e perdona“. È necessario, infatti,demolire una cultura basata sul privilegio, sull’abuso di potere e sull’assenza di responsabilità, che ha arrecato danni profondi a questa terra, così come ad altre regioni d’Italia e del mondo.Le sue parole si trasformano in una preghierarivolta allo Spirito, affinché soffia e “ispiri nuove forme di annuncio, cooperazione e rigenerazione sia ambientale che sociale“.
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