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Greenpeace, al Colosseo la protesta contro il caldo record: ‘A rischio un lavoratore su 10’

L'Ong ha dato vita ad un flash mob, lasciando che tre statue raffiguranti le categorie di lavoratori più esposti alle ondate di calore (una bracciante, un operaio edile e un rider) si sciogliessero al sole. La richiesta al governo è quella di tassare le industrie del petrolio ed investire sulle rinnovabili

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Trestatue di ghiaccioche, davanti al Colosseo, si sciolgono alsole, sotto letemperature torrideche negli ultimi giorni stanno funestando il nostro Paese. È questa la protesta diGreenpeace Italiaandata in scena oggi nella Capitale, proprio nel giorno in cui ricorre laGiornata europea per le vittime della crisi climatica globale.

Un flash mob che si lega a doppio filo con il tema delle scarse tutele sul luogo di lavoro. Le tre statue rappresentavano infattiuna bracciante, un operaio edile e un rider, ovvero alcune delle categorie più esposte alle devastantiondate di calore, che mettono a rischio quasi un lavoratore su dieci.

Greenpeace chiede di abbandonare i combustibili fossili ed abbracciare le rinnovabili

Unacanicola anomalama che, anno dopo anno, sembra diventata la normalità, con temperatura che arrivano a superare sempre più spesso i40 gradi. Frutto del riscaldamento globale, fenomeno pesantemente intensificato dalle attività umane. Ecco che dunque Greenpeace, esponendo un cartello con il messaggio “Le aziende fossili si arricchiscono, noi cisquagliamo“, chiede al governo di adottare rapidamente un piano diuscita dal gasentro il 2035 e di introdurre unatassazione permanente sulle industrie del petrolio.

Nelle intenzioni dell’Ong, infatti, la misura servirà afinanziare la transizione energetica verso le fonti rinnovabili, oltre che a poter mettere in campo provvedimenti per proteggere le categorie più a rischio dagli impatti del cambiamento climatico.

Abbate (campainger di Greenpeace): “Negli ultimi quattro anni in Europa sono morte 200 mila persone a causa del caldo estremo”

Il caldo estremo non è più un’emergenza occasionale: richiederisposte strutturali. Servono tutele immediate per le lavoratrici e i lavoratori, a partire da una cassa integrazione obbligatoria nelle ore più calde e da unariorganizzazione degli orari di lavoro“, chiede a gran voceFrancesca Re David, segretaria confederale diCgil, che partecipa alla protesta romana di Greenpeace.

Da parrte sua,Simona Abbate, campaigner “clima ed energia” dell’Ong ricorda che, negli ultimi quattro anni, in Europa sono morte200 mila persone a causa del caldo estremoe individua i responsabili di quella che definisce“una strage annunciata”: le industrie petrolifere e le politiche energetiche basate sui combustibili fossili “deigoverni complici, come come avviene anche in Italia con le aziende del gas e del petrolio e il governo Meloni“. Insomma, per Abbate è tempo che l’esecutivo cambi rotta e faccia valere il principio “chi inquina paga”, riconoscendo altresì la responsabilità dei combustibili fossili nella crisi climatica.

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