Nel lungo iter giudiziario legato alla morte del piccolo Domenico Caliendo emerge una svolta importante. La famiglia del bambino, deceduto a soli 2 anni dopo un trapianto di cuore eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli, ha raggiunto un accordo economico con l’Azienda ospedaliera dei Colli, di cui il Monaldi fa parte. L’intesa è stata definita durante un incontro tra i legali delle parti e sarà formalmente sottoscritta nel mese di settembre, quando è previsto anche il pagamento del risarcimento.
A confermare l’esito della trattativa è stato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, che ha parlato di una cifra “congrua e soddisfacente”, pur senza rivelarne l’entità in virtù di un accordo di riservatezza. Inoltre, il legale ha evidenziato come si tratti di un passaggio significativo, sottolineando che sarebbe la prima volta che l’ospedale Monaldi riconosce un risarcimento senza attendere l’avvio di una causa civile.
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Il procedimento penale in corso
L’accordo economico non chiude però la vicenda giudiziaria. Infatti, il procedimento penale legato alla morte del piccolo Domenico Caliendo proseguirà regolarmente e rappresenta, secondo la famiglia, il momento più importante dell’intera vicenda. La definizione del risarcimento consentirà ai genitori di affrontare il processo senza il peso parallelo di un contenzioso civile.
A ribadirlo è stata Patrizia Mercolino, madre del bambino, che ha spiegato come l’obiettivo principale non fosse ottenere un indennizzo economico, ma chiudere rapidamente il capitolo civile. “Nessuna cifra potrà mai ridarci nostro figlio”, ha dichiarato, evidenziando che il vero interesse della famiglia è l’accertamento delle responsabilità davanti al giudice penale. La donna ha definito questo esito un passaggio necessario per concentrarsi esclusivamente sul processo.
Il ricordo del piccolo Domenico Caliendo e l’attesa del processo
Le parole della madre raccontano anche il dolore che continua ad accompagnare la famiglia a mesi dalla tragedia. Patrizia Mercolino ha ricordato di essere andata sulla tomba del figlio in occasione del suo onomastico, confidandogli che manca ormai poco all’inizio del processo. “Lui sorride sempre”, ha raccontato con commozione, spiegando di sentire il dovere di affrontare quell’udienza anche nel nome del bambino.
“La rabbia adesso è molto più forte del dolore”, ha dichiarato la donna, spiegando che il confronto in aula sarà particolarmente difficile sul piano emotivo. Ha affermato di voler guardare negli occhi tutte le persone coinvolte nella vicenda e ha ammesso che, con il trascorrere dei mesi, il sentimento predominante è diventato la rabbia. Il risarcimento raggiunto con l’Azienda ospedaliera dei Colli non modifica l’obiettivo della famiglia, che resta quello di ottenere piena giustizia nel processo penale relativo alla morte del piccolo Domenico Caliendo.
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