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Crans-Montana, le ammissioni di Jacques e Jessica Moretti

Arrivano le prime ammissioni, riportate da Rts: dalla porta di servizio "bloccata dall'interno" all'uso di schiuma isolante e infiammabile nonché un personale "non formato"

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Le accuse ai titolari del Constellation rischiano di aggravarsi. E’ il primo gennaio, dieci ore dopo la strage nel loro locale di Crans-Montana, dove hanno perso la vita 40 giovani, lasciandone feriti 116. E Jacques e Jessica Moretti vengono sentiti dagli inquirenti. Arrivano le prime ammissioni: dalla porta di servizio “bloccata dall’interno” all’uso di schiuma isolante e infiammabile nonché un personale “non formato”.

E’ il racconto di quegli attimi infernali su cui le inchieste di Svizzera, Francia, Belgio e Italia stanno lavorando per scoprire la verità, cosa è effettivamente accaduto e soprattutto perché. Secondo quanto rivelato ieri dalla televisione romanda Rts, il proprietario del locale ha confessato agli investigatori che la porta di servizio al piano terra della struttura era chiusa dall’interno la notte del devastante incendio.

Nel corso dell’interrogatorio dinanzi alla Procura di Sion, Moretti ha detto di essere intervenuto personalmente dopo il rogo, sbloccando la porta dall’esterno e trovando davanti all’uscita svariati corpi ammassati e privi di vita. Ma ha dichiarato di non sapere il motivo per cui quella porta fosse bloccata. Si tratta di un elemento fondamentale per le indagini, in quanto sarebbero diversi i clienti del Constellation che hanno tentato di salvarsi uscendo da quella porta. Purtroppo, però, si sono trovati di fronte ad una vera e propria condanna a morte mentre le fiamme divoravano il bar.

Quando poi riesce ad entrare, Moretti racconta di aver visto a terra diverse persone “tra loro la mia figliastra. Le abbiamo tirate fuori” per i primi soccorsi. Quindi, dice alla moglie di andare a casa: “Le ho detto di non restare ad assistere a questa tragedia. Volevo proteggerla“. Lei va via, e come dichiara agli inquirenti, era nel panico, stordita, “il mio corpo stava cedendo”.

Dalle informazioni diffuse da Rts, il 49enne di origini corse accusato insieme a sua moglie di omicidio, lesioni e incendio colposi, ha anche ammesso di aver installato personalmente i pannelli di schiuma fonoassorbenti. Quegli stessi pannelli che rivestivano il soffitto e che, come mostrano gli svariati video virali online, hanno preso fuoco in appena una manciata di secondi. Rts già negli ultimi giorni aveva rivelato che i dipendenti del bar fossero a conoscenza dei rischi legati alla schiuma acustica che, come precisato da Moretti, sarebbe stata acquistata in un negozio del colosso tedesco di bricolage.

Insomma, se le quattro procuratrici incaricate dell’inchiesta dovessero effettivamente confermare che i Moretti erano consapevoli del pericolo, i coniugi potrebbero essere accusati di omicidio con dolo eventuale, rischiando quindi una pena fino a 20 anni di carcere. Jacques Moretti è attualmente in custodia cautelare per potenziale rischio di fuga, dopo che lo scorso venerdì è stato arrestato al termine dell’interrogatorio di sei ore su disposizione della procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud. La moglie, ascoltata a sua volta dagli inquirenti, è invece agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Intanto, emergono anche i dettagli rivelati da un team di esperti italiani che lo scorso 4 gennaio è entrato nel Constellation. La relazione è inviata al Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Una relazione da brividi che descrive ciò che rimane di quella tragica notte di Capodanno. Descrive “brandelli di spugna e di schiuma“, bottiglie “con la fontana pirotecnica” ancora attaccata, calici “fusi dal calore“.

Quindi, la scena più dolorosa: su 40 corpi, 34 sono stati “trovati accatastati ai piedi della scala, in prossimità dell’inizio del corrimano in legno“, che “dal peso dei corpi era stato divelto a terra”. Ma era l’unica via di salvezza.

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