Forse si è giunti al capolinea di una lunga e controversa vicenda iniziata nel 2021. In Congo, ormai quasi cinque anni fa, l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere di Sonnino Vittorio Icovacci sono stati uccisi il 22 febbraio. Ancora oggi i dubbi sono molteplici, ma la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del secondo filone dell’indagine. L’inchiesta era stata aperta per provare a fare luce sul ruolo dei sei cittadini congolesi che in un primo momento avevano confessato l’agguato.
In primo grado quest’ultimi erano stati condannati all’ergastolo ma poi hanno ritrattato davanti ai carabinieri del Ros, affermando invece di essere stati costretti con la forza a confessare. Secondo quanto emerso, però gli elementi raccolti dagli investigatori italiani non hanno comunque consentito di comprendere ulteriori responsabilità. Adesso la richiesta di archiviazione è in mano al giudice che dovrà valutarla.
La moglie di Attanasio non presenterà opposizione
Sulla decisione si espone la moglie dell’ambasciatore italiano, Zakia Seddiki, che spiega: “Ho deciso, insieme al legale che è stato sempre al mio fianco in questi anni, di non presentare opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura e di non chiedere lo svolgimento di indagini ulteriori”. Seddiki sottolinea che “le indagini svolte non hanno consentito di acquisire elementi di prova idonei a confermare, secondo gli standard probatori richiesti dall’ordinamento processuale italiano, la responsabilità dei soggetti che sono stati condannati dall’Autorità Giudiziaria della Repubblica Democratica del Congo per l’omicidio di Luca”.
Ed è per questo che la moglie dell’Ambasciatore ha deciso di non presentare opposizione alla richiesta, oltre a non chiedere che vengano svolte ulteriori indagini. La donna poi specifica ulteriormente che “lo strazio per la perdita di Luca è irrimediabile e mi accompagnerà per tutta la vita. Sono certa che un’ulteriore prosecuzione delle indagini sarebbe del tutto inutile e non varrebbe in alcun modo a lenire tale sofferenza”.
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