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Siher, i pm chiedono il carcere: “Potrebbe sviluppare strategia rivoluzionaria”

Al centro dell’inchiesta milanese il ruolo del ricercatore Youssef Siher nella gestione del Movimento 17 ottobre. Gli investigatori analizzano i dispositivi informatici e una chat WhatsApp. La Procura di Genova valuta eventuali collegamenti con l’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas

3 Min di lettura

La Procura di Milano chiede la custodia cautelare in carcere per Youssef Siher, il ricercatore italiano di 30 anni, di origini marocchine, ritenuto la mente del “Movimento 17 ottobre”, il gruppo che utilizzava i canali social Telegram e Instagram per diffondere comunicazioni e indicazioni sulle manifestazioni. Secondo i pm, l’indagato avrebbe avuto una conoscenza degli strumenti informatici tale da poter sviluppare una strategia rivoluzionaria.

La pm Francesca Crupi ha chiesto la convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare in carcere, ritenendo sussistenti sia il pericolo di fuga sia quello di reiterazione del reato. Per la Procura, la misura degli arresti domiciliari sarebbe insufficiente. Nella richiesta viene sottolineato il valore strategico delle indicazioni diffuse agli utenti: le piazze individuate come luoghi di concentramento sarebbero state scelte, secondo gli inquirenti, anche per ostacolare i controlli delle forze dell’ordine.

I messaggi programmati e gli accertamenti sui dispositivi di Siher

Le indagini si concentrano anche sull’attività digitale di Siher e sui contatti avuti prima del fermo, avvenuto il 24 ottobre. Sul notebook del ricercatore, al quale la Polizia Postale è riuscita ad accedere, era attivo l’account WhatsApp Web a lui riconducibile. Gli investigatori hanno individuato diversi messaggi inviati da terzi per chiedere informazioni sulla manifestazione del 24 ottobre. Sul telefono sequestrato, invece, Siher non avrebbe fornito le credenziali di accesso.

Gli investigatori intendono comunque tentare di esaminarne il contenuto, mentre prosegue l’analisi degli altri dispositivi sequestrati. Dall’annotazione della Polizia Postale emerge inoltre che sul computer era configurata l’applicazione Telegram Desktop con l’account del trentenne. Nella sezione “Comunicati” del Movimento 17 ottobre risultavano programmati due messaggi, destinati a essere pubblicati alle 14.31 e alle 15.31 del 24 ottobre, con disposizioni organizzative sui luoghi in cui gli appartenenti al gruppo e i loro sostenitori avrebbero dovuto riunirsi nelle diverse piazze italiane.

L’ipotesi dei collegamenti di Siher con l’inchiesta genovese

Parallelamente, la Procura di Genova sta approfondendo eventuali legami tra Siher e gli indagati nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sui presunti finanziamenti ad Hamas, che ha portato all’arresto di Mohammad Hannoun, attivista e presidente dell’Api. Si tratta, tuttavia, di un’iniziativa autonoma della Procura genovese: il procuratore Nicola Piacente ha precisato che Siher non è mai stato direttamente intercettato nell’ambito di quell’indagine.

Eventuali contatti potrebbero emergere dall’analisi delle intercettazioni degli indagati genovesi. Qualora fossero individuati elementi rilevanti per l’inchiesta milanese, questi verrebbero trasmessi ai magistrati di Milano. Gli accertamenti informatici e l’esame delle comunicazioni proseguono per ricostruire il ruolo del trentenne e l’eventuale rete di relazioni legata al Movimento 17 ottobre.

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