La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarebbe tra i cinque nomi al vaglio dell’Unione europea per individuare un mediatore nei colloqui con la Russia di Vladimir Putin, con l’obiettivo di porre fine alla guerra in Ucraina. Lo scrive il Daily Telegraph, citando fonti diplomatiche.
Oltre alla premier italiana, nella rosa dei possibili candidati figurerebbero il presidente finlandese Alexander Stubb, il presidente ceco Petr Pavel, la prima ministra danese Mette Frederiksen e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre.
L’Europa teme di restare ai margini dei negoziati
Secondo il quotidiano britannico, nelle ultime settimane sarebbe cresciuta tra i Paesi europei l’urgenza di individuare rappresentanti da coinvolgere nei negoziati di pace. A spingere in questa direzione sarebbe il timore che il presidente statunitense Donald Trump non tuteli adeguatamente gli interessi del continente nelle trattative con Mosca.
I precedenti tentativi di concordare un unico leader capace di raccogliere il sostegno delle capitali europee, tuttavia, non avrebbero avuto successo.
L’ipotesi di un gruppo di leader
Per superare le divisioni tra i Paesi membri, potrebbe essere scelta una delegazione composta da più leader, anziché un unico mediatore. Secondo una fonte a conoscenza delle discussioni citata dal Telegraph, questa soluzione consentirebbe di evitare una competizione tra le capitali per ottenere l’incarico e ridurrebbe il rischio di veti sui singoli candidati.
L’apertura di Putin
La notizia arriva dopo la decisione di Putin, presa a 24 ore dall’incontro con l’inviato speciale Usa Steve Witkoff, di aprire le porte del Cremlino ad un eventuale vertice con Volodymyr Zelensky e Trump. Fino ad ora la Russia aveva sempre negato l’incontro giudicandolo fattibile solo dinanzi ad un accordo concreto per la fine del conflitto.
Dunque dopo un colloquio di tre ore a San Pietroburgo, come ha reso noto il viceministro degli Esteri russo, Serghei Ryabkov, “al momento non c’è ancora una chiara comprensione in merito, non c’è un accordo completo, ma la discussione è in corso“.
Insomma, appare precoce parlare già di una vera e propria apertura e la rosa dei cinque nomi rappresenta, al momento, un’ipotesi riportata dalla stampa britannica: non è stata indicata una decisione definitiva dell’Unione europea sulla composizione della delegazione.
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