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Caso Ranucci, Natalia Potenza ai pm: gli affari di Lavitola

Natalia Potenza, l’ex compagna di Valter Lavitola, ribadisce che della bomba non sapeva nulla. Nel colloquio durato 10 ore parla degli affari di “Valterino”

3 Min di lettura

Natalia Potenza ha passato 10 ore negli uffici di Piazzale Clodio. Un colloquio con i pm antimafia dal quale la donna ne è uscita visibilmente stremata. Ascoltata come persona informata sui fatti l’ex compagna di Valter Lavitola, presunto mandate dell’attentato all’ormai ex conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, agli inquirenti parla degli affari di “Valterino”. Della bomba però la donna non sa nulla, come più volte sottolineato da lei stessa.

Potenza si è presentata alla Procura di Roma con un memoriale da presentare ai pm, oltre alla sua testimonianza anche la documentazione bancaria. Secondo l’ex compagna del faccendiere sarebbero le “prove” di affari estesi dal Montenegro all’Africa. Secondo quanto emerso, l’ex editore progettava investimenti nel business del carbon credit e, come riporta Corriere, il Montenegro sarebbe stato un obiettivo più recente per via della normativa antiriciclaggio. Poi la donna parla anche dell’ormai famoso Cefalù bistrot, dove Valter Lavitola avrebbe intrapreso delle scorciatoie nel quadro della intestazione fittizia di beni.

Caso Ranucci, le parole di Benjamin Chimutengo complicano il quadro

Nel frattempo, al TG1 interviene l’ex socio di Lavitola nello Zimbabwe, ovvero Benjamin Chimutengo che sostiene: “Ho iniziato a dubitare del giro di denaro che dall’Italia dovevo smistare. Io ricevevo i soldi, li mandavo in Camerun e non avevo idea di cosa succedesse là. Come posso essere certo che Gomes non abbia usato i soldi che gli ho spedito per pagare gli esecutori dell’attentato?”. Gomes Clesio Tavares è il presunto intermediario tra i quattro presunti esecutori e Lavitola.

Poi Chimutengo non risparmia Sigfrido Ranucci, parlando di un’intervista di luglio rilasciata a un giornale dello Zimbabwe in cui trattò di un’inchiesta di Report su un gruppo di investitori italiani nel carbon credit che sarebbero state vittime di un truffatore: “Ha abusato della sua posizione per aiutare Lavitola”, incalza l’ex socio del faccendiere.

Al momento però la testimonianza di Natalia Potenza sull’attentato al giornalista non fa emergere ulteriori elementi rilevanti, dato che la donna ha ammesso, anche pubblicamente, di non sapere nulla. Poi le sue dichiarazioni in merito agli affari devono essere accertate dagli inquirenti in quanto provengono da una fonte pregiudizievolmente ostile all’indagato, a causa del tradimento emerso. Inoltre, Potenza potrebbe aver prodotto mail del suo ex compagno. Il colloquio avvenuto potrebbe essere servito agli inquirenti per comprendere il contesto e gli aspetti finanziari. Il tutto però è al vaglio dei pm.

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