Lo stadio di Udine è zona rossa. L’allerta è massima per il gemellaggio con Tel Aviv per le qualificazioni ai Mondiali di Calcio tra Italia e Israele. La città friulana è blindata per prevenire momenti di tensione che potrebbero degenerare in guerriglia urbana e scontri con le forze dell’ordine.
E così, la sfida tra le Nazionali di calcio di Italia e Israele si svolgerà sotto un’atmosfera a dir poco tesa e opprimente, considerando la manifestazione Pro Pal che si svolgerà con almeno 10mila partecipanti, e con 350 associazioni che hanno aderito all’appello del locale Comitato per la Palestina e che respingono l’accusa di “risvegliare l’antisemitismo” dopo la tregua e la liberazione di ieri degli ostaggi israeliani nella mani di Hamas dall’ottobre 2023.
Lo stadio Friuli è infatti zona rossa da ieri. Quindi, l’accesso all’impianto è completamente interdetto sin dalla più esterna delle aree parcheggio, le forze dell’ordine hanno trasformato la cona in un vero e proprio presidio blindato. L’accesso è consentito solo passando rigidi controlli antiterrorismo. I tifosi quindi saranno sottoposti al metal detector, ogni zaino sarà ispezionato, ogni accesso filtrato con attenzione. Ci saranno anche unità cinefile anti-esplosivo.
Insomma, quello che dovrebbe essere un appuntamento sportivo scandito dal divertimento, la spensieratezza e il tifo per il proprio Paese rappresenterà invece un possibile momento di violenza e tutto deve essere tenuto sotto controllo, soprattutto se si tiene presente che proteste contro il match sono in programma un po’ in tutta Italia.
In sostanza, nel mirino delle proteste, i vertici del calcio e il governo, additati di “usare lo sport per nascondere un genocidio“. La richiesta è quindi di “bandire Israele dalle competizioni internazionali, come fatto con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina“.
E a partire dalla Capitale, infatti, si attende un presidio previsto per le 20.45, a inizio partito. E già ieri a Milano è scoppiato il caos prima in Consiglio comunale e poi fuori da Palazzo Marino con scontri tra polizia e i manifestanti del presidio. Ma Udine resta sempre la città dove si sta attuando il dispositivo di sicurezza più mirato e imponente e che non lascia nulla al caso.
Sono anche attesi sorvoli costanti di velivoli delle forze dell’ordine e droni sopra l’area dello stadio e sul centro città, dove, per l’occasione, è stata autorizzata una protesta che si dice a sostegno della causa palestinese. E come un anno fa, nell’ambito della partita che avrebbe visto scendere in campo Israele per la Uefa Nations League, anche oggi è stato disposto il dispiegamento di tiratori scelti sul tetto dello stadio.
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