Un annuncio inaspettato per il Super Bowl 2026: Bad Bunny sarà il protagonista della finale che si terrà il prossimo 8 febbraio, al Levìs Stadium di Santa Clara, in California, e sarà trasmesso dalla CBS. E’ la prima volta che ad un portoricano viene dato questo ruolo.
La notizia è stata accolta con grande gioia da tutta la comunità portoricana e non solo. Anche Bad Bunny, in un comunicato, ha subito espresso la sua contentezza per questa importante possibilità che gli è stata concessa: “Quello che provo va oltre me stesso. È per chi è venuto prima di me e ha corso per chilometri affinché io potessi entrare e segnare un touchdown, questo è per la mia gente, la mia cultura e la nostra storia. Vai a dirlo a tua nonna, saremo l’Halftime Show del Super Bowl!”.
Bad Bunny al Super Bowl, gli indizi che avevano fatto sperare i fan
In realtà questo annuncio si attendeva da un po’, infatti i fan dell’artista si erano resi conto che nel tour compariva una sola data negli Usa. Debí Tirar Mßs Fotos partirà il 5 dicembre dal Costa Rica, toccherà Messico, Spagna, Inghilterra e Italia. L’altra data, quindi, non solo sarà particolarmente importante, ma anche la più seguita in assoluto perché regalerà non solo ai suoi fan, ma anche a tutti gli spettatori del Super Bowl, uno show unico, in grado di far divertire i presente, ma anche coloro che vedranno da casa lo spettacolo.
Anche se, secondo Variety, la scelta su Bad Bunny è ricaduta dopo due no, quindi lui sarebbe la terza opzione dell’organizzazione. Pare, infatti, che prima sia stata fatta la proposta a Taylor Swift, che non ha mai performato per questo show, nonostante ora sia anche fidanzata con Trevis Kelce, dei Kansans City Chief. La seconda proposta è stata fatta ad Adele, anche per lei sarebbe stata la prima volta, dopo che aveva rinunciato nel 2016.
Dopo due no, l’organizzazione ha optato per un portoricano e sarà quindi lui a ricoprire questo ruolo di rilevanza.
In un periodo sociale e politico nel quale negli Usa si parla molto di immigrazione e unione tra culture, il fatto che la scelta sia ricaduta su un artista portoricano è un segnale molto forte che mira all’inclusività, diversamente da quanto voluto dal governo trumpiano.
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