Regionali, centrodestra non sblocca lo stallo: resta il nodo Veneto

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(Adnkronos) – “Il vertice è andato benissimo”, assicurava Matteo Salvini al termine dell’incontro tra i leader del centrodestra sul nodo delle regionali e non solo, tenuto ieri all’ora di pranzo a Palazzo Chigi e durato oltre un’ora. ”C’è sintonia tra di noi, andiamo avanti fino alla fine della legislatura”, confermava Antonio Tajani, che però precisava: ”Non si è parlato di regionali, abbiamo fatto il punto della situazione, è uno dei tanti incontri che abbiamo fatto per coordinare l’attività del governo”. Nessun commento, invece, da parte di Giorgia Meloni. Fonti governative spiegano che i leader si sono visti come ogni settimana e la riunione si è concentrata sull’attività governativa e sui fatti di rilevanza internazionale, dal conflitto ucraino a quello mediorientale. 

Secondo i rumors raccolti in Transatlantico, a Montecitorio, in realtà si sarebbe parlato pure delle prossime regionali, senza arrivare a un accordo sulla griglia dei nomi e l’incontro sarebbe stato interlocutorio. Per questo, a quanto si apprende da fonti parlamentari, i leader avrebbero deciso di rivedersi lunedì prossimo. Il principale scoglio da superare, raccontano, resterebbe sempre quello del Veneto, una partita legata a filo doppio con la Campania dove tutto ruoterebbe attorno alla eventuale candidatura di Matteo Piantedosi, che viene considerato il nome più spendibile e autorevole per sfidare la coalizione di centrosinistra con Roberto Fico in campo.  

Secondo alcune fonti, la decisione di riaggiornarsi la prossima settimana sarebbe dovuta proprio alla scelta di prendere tempo per valutare in maniera approfondita la carta Piantedosi, nei confronti del quale sarebbe aumentato il pressing. Se il ministro dell’Interno dovesse convincersi a correre, è la voce che circola in ambienti parlamentari di centrodestra in queste ore, a quel punto si aprirebbero le porte del governo a Luca Zaia, ‘liberando’ la corsa alla poltrona di governatore del Veneto, che farebbe gola a Fratelli d’Italia. Fonti vicine alla Lega fanno notare che a quel punto l’operazione potrebbe diventare ancora più complessa e non coinvolgere solo il Viminale, prevedendo alla fine un mini rimpasto. Ipotesi che a Palazzo Chigi però ha sempre suscitato perplessità. Uno scenario che non trova nessuna conferma ufficiale e viene considerata, al momento, solo come un’ipotesi allo studio. C’è chi, infatti, vede una sorta di ritorno alla casella zero con la candidatura del meloniano viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli. Una soluzione che consentirebbe alla maggioranza di uscire dallo stallo senza toccare la squadra di governo, lasciando il Veneto al Carroccio.  

 

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