Referendum giustizia, bocciati emendamenti opposizioni: no al voto voto fuori sede

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(Adnkronos) –
L’aula della Camera ha bocciato gli emendamenti al Decreto elezioni presentati dalle opposizioni per consentire il voto ai fuori sede al prossimo referendum sulla riforma della giustizia. Sia la commissione che il governo avevano espresso parere negativo su tutti gli emendanti presentati da Pd, M5s, Avs, Iv e Azione. L’aula ha anche bocciato un emendamenti di Avs (prima firma Zaratti) che chiedeva “agevolazioni per gli studenti fuori sede per l’esercizio del diritto di voto”, per i viaggi in treno o altri mezzi pubblici, al referendum e alle elezioni nel 2026. 

I gruppi di opposizioni hanno protestato per il no ai loro emendamenti. “Non ci sono motivi tecnici per dire di no alla sperimentazione, è già avvenuta in passato e ha funzionato. Il punto è la volontà politica del governo: questo diritto che è stato già riconosciuto, oggi viene ingiustamente negato”, ha detto Riccardo Magi (+Eu). “Con il governo Meloni questo Paese invece di fare passi avanti fa passi indietro. Ritorniamo ‘Bianco, Rosso e Verdone’ del 1981”, ha spiegato Alfonso Colucci (M5s).  

Per Filiberto Zaratti (Avs), “c’è un bisogno forte di 5mln di persone che vivono fuori dalla loro comunità per lavoro, studio, salute. Dovremmo garantire loro i diritti”; mentre per Rachele Scarpa (Pd), “a mancare è la volontà politica di far votare 4,5mln di persone, una ingiustizia grande come una casa. Grazie alla destra che ha escluso un pezzo di Italia dalla democrazia: vergognatevi”.  

 

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