Proteste in Iran, Teheran accusa: “Violenze scatenate da agenti terroristi Usa e Israele”

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(Adnkronos) – I media statali iraniani rompono il silenzio sulle manifestazioni che hanno sconvolto il Paese durante la notte, sostenendo che “agenti terroristi” degli Stati Uniti e di Israele hanno appiccato incendi e scatenato la violenza. Un breve resoconto trasmesso dalla Tv di Stato stamattina sostiene che le proteste hanno provocato violenze che hanno causato vittime. Inoltre, sono state date alle fiamme “auto private, motociclette, camion dei pompieri e autobus”.  

 

Intanto, diverse zone dell’Iran hanno subito un blackout digitale, con le connessioni Internet crollate e cellulari irraggiungibili anche telefonicamente. Le riprese video mostrano che i manifestanti hanno dato fuoco a un ufficio della Islamic Republic of Iran Broadcasting a Isfahan durante le proteste. Attivisti antiregime hanno condiviso filmati che sembrano mostrare migliaia di persone marciare per le strade di Mashhad, bloccando un importante viale nella città nord-orientale. Mashhad è nota per aver dato i natali alla Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei, ed è la seconda città più grande del Paese, dopo Teheran.  

Le riprese effettuate a Teheran mostrano veicoli ribaltati e bruciati. Secondo quanto riportato dall’Organizzazione Hengaw per i diritti umani, che cita i media statali iraniani, due ufficiali del regime iraniano sono stati uccisi durante le proteste nella città di Kermanshah, nell’Iran occidentale.  

Ali Khamenei potrebbe voler lasciare l’Iran, ha detto intanto in un’intervista a Fox News Donald Trump. La guida suprema dell’Iran, secondo il presidente degli Stati Uniti, “sta cercando un posto dove andare. La situazione sta peggiorando molto”. Ieri il preidente Usa è tornato a minacciare l’Iran di “colpirlo molto forte” se le autorità “cominceranno ad uccidere” dei manifestanti. “Ho fatto loro sapere che se cominceranno ad uccidere delle persone, cosa che hanno tendenza a fare durante le proteste, ne hanno molte, se lo faranno, li colpiremo molto fortemente”, ha affermato parlando con il conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt. 

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