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L’Ucraina contro Infantino dopo parole su riammissione Russia in competizioni internazionali: “La guerra è un crimine”

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(Adnkronos) – Le parole del presidente della Fifa Gianni Infantino a favore di un possibile reintegro della Russia nelle competizioni calcistiche internazionali sono “irresponsabili” e “infantili”. Lo ha detto il ministro dello Sport ucraino Matvii Bidnyi, secondo cui le dichiarazioni del presidente della Fifa “staccano il calcio dalla realtà in cui i bambini vengono uccisi”. 

Ieri, in un’intervista a Sky News, Infantino aveva sostenuto che la scelta di escludere la Russia dalle competizioni calcistiche internazionali dovesse essere “assolutamente rivista” perché “questo divieto non ha ottenuto nulla, ha solo creato più frustrazione e odio. Permettere ai ragazzi e alle ragazze della Russia di giocare a calcio in altre parti d’Europa sarebbe d’aiuto”. 

“Permettetemi di ricordare che dall’inizio dell’aggressione su larga scala della Russia sono stati uccisi più di 650 atleti e allenatori ucraini. Tra loro c’erano 100 calciatori”, ha aggiunto il ministro ucraino Matvii Bidnyi, citando il caso di Illia Perezhogin: “Uno studente liceale a Mariupol che stava semplicemente giocando a calcio nello stadio della sua scuola quando un missile russo ha colpito”, e quello dell’ex giocatrice di futsal Viktoriia Kotliarova, “uccisa insieme alla madre durante il bombardamento di Kiev il 29 dicembre 2023”. E ancora: “La guerra è un crimine, non politica. È la Russia che politicizza lo sport e lo usa per giustificare l’aggressione. Finché i russi continueranno a uccidere gli ucraini e a politicizzare lo sport, la loro bandiera e i loro simboli nazionali non hanno posto tra persone che rispettano valori come giustizia, integrità e fair play”. 

 

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