Giuliani: “Dalla semifinale agli Europei con l’Italia alla nuova stagione con il Milan, la sfida è il futuro”

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(Adnkronos) –
Laura Giuliani riabbraccia il mondo rossonero e riparte da un paio di convinzioni: “La semifinale raggiunta dall’Italia agli Europei ha portato entusiasmo, ma anche tante aspettative per il futuro del calcio femminile. Restano un gran seguito e visibilità, che non faranno altro che supportare il nostro movimento”. Il portiere del Milan Women, pilastro della Nazionale semifinalista all’ultimo europeo, si è raccontata all’Adnkronos nel media day organizzato al Puma House of Football. Al termine di un’intensa sessione di allenamento mattutina, agli ordini di coach Suzanne Bakker, Laura torna sulla grande esperienza azzurra in Svizzera: “Il passato ormai è andato e i risultati restano. La vera sfida è pensare al futuro. Dobbiamo percepire la straordinaria estate vissuta come un punto di partenza. Per costruire nuovi orizzonti”. 

La chiacchierata diventa l’occasione per raccontarsi a tutto tondo. Dagli inizi complicati alle mille sfide del presente: “Iniziai a giocare a calcio a 7 anni – ricorda con un sorriso – la mia prima squadra femminile fu Bollate. Poi mi spostai a Como e dopo le superiori mi trasferii in Germania per costruirmi una carriera. Che esperienza è stata? Mi ritrovai a fare tutto, tranne che giocare”. 

Il punto di partenza all’estero fu Gutersloh. A 19 anni, con più di qualche sogno nel cassetto. “Non mi davano abbastanza soldi per sopravvivere, avevo bisogno di uno stipendio e mi offrirono un lavoro full time, sette ore al giorno di controllo qualità in un’azienda di montaggio”. Parola d’ordine: sacrificio. “Molte mie compagne studiavano, altre lavoravano. Andavamo al campo la sera per far coincidere gli impegni. Poi cambiai squadra e anche lavoro, provai in un panificio e poi in un fan shop, a Colonia”. La necessità della doppia occupazione venne meno solo a Friburgo: “Potevo evitare, non l’ho fatto perché andare oltre il pallone mi permetteva di staccare, conoscere nuove persone, migliorare il mio tedesco”.  

Nel 2017, il ritorno in Italia e l’esperienza alla Juve: “Sfruttai l’occasione di Torino per iscrivermi all’Università”. Laurea in Scienze motorie, indirizzo calcio. “Poi la fortuna di conoscere Randstad, mi permisero di entrare nelle loro liste di coaching”. Per fare formazione e approfondire alcuni temi legati al ruolo portiere. “Connessioni, parallelismi tra calcio e azienda. Imparai a conoscermi meglio”.  

Dal 2021 Laura Giuliani difende i pali del Milan Women, con cui il 5 ottobre tornerà in campo contro il Genoa per la prima di campionato. In quella che sarà la sua quinta stagione con il Diavolo: “Mi identifico molto in questa società, nei suoi colori. Arrivare alle 100 presenze (contro il Sassuolo, ndr) è il traguardo che tutti sognano di raggiungere, mi sono emozionata. Il Milan è una famiglia. Una questione di colori, città e valori”. 

Un tema che sta a cuore alla numero uno delle rossonere e della Nazionale: “Luoghi comuni sul calcio femminile? Non mi danno fastidio. Credo però che ci sia bisogno di creare un’apertura mentale anche legata alla figura della donna. Valorizzando il suo ruolo all’interno di un sistema”. Il discorso di Giuliani punta sui valori: “Lo sport può diventare ispirazione. Può creare menti aperte, arrivare in luoghi diversi e in modi diversi, toccando valori e principi che fanno parte della nostra socialità”. La missione? “Noi dobbiamo anche ispirare i giovani. E creare uno spirito di integrazione, valorizzazione umana e passione che possa unire tutti. Non c’è niente di impossibile per una bambina o un bambino. Tutti possono fare tutto. Ciò che conta è la capacità di valorizzare una persona, mettendola nelle condizioni di dare il meglio”. Parola di numero uno. (di Michele Antonelli) 

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