Espulsioni più facili e ‘modello Caivano’ su base nazionale, governo lavora a nuovo pacchetto sicurezza

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(Adnkronos) – Espulsioni più facili ed “estensione” del modello Caivano. Il governo Meloni sta lavorando a un nuovo pacchetto sicurezza, attualmente in fase di elaborazione, che potrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri già in una delle prossime riunioni. Il perimetro degli interventi è ampio e toccherebbe dossier sensibili, tra cui immigrazione, organizzazione delle forze di polizia e sicurezza urbana. Provvedimenti che nascono anche per far fronte alla domanda crescente di sicurezza che arriva dai cittadini.  

Tra i punti allo studio – spiegano fonti governative – ci sarebbe l’estensione a livello nazionale del “modello Caivano”, l’impianto di misure sperimentato nel comune campano dopo i gravi episodi di cronaca. L’idea è replicarlo in tutta Italia, con un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e una maggiore “responsabilizzazione dei genitori”, in particolare sul fronte della vendita e del possesso di coltelli tra i minorenni. Nel mirino anche il fenomeno dei cosiddetti “maranza” e, più in generale, delle baby gang nelle aree urbane. 

Sul versante delle forze di polizia, il pacchetto prevederebbe soprattutto interventi organizzativi e correttivi interni. Torna inoltre sul tavolo una proposta di Fratelli d’Italia sulla “procedibilità” nei casi di uso legittimo della forza: non uno “scudo penale”, precisano le stesse fonti, ma un meccanismo che eviti l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi interviene legittimamente. La norma, che riguarderebbe non solo gli agenti ma anche, ad esempio, un gioielliere vittima di rapina o un vigile impegnato in un’operazione di servizio, servirebbe a garantire un “tempo tecnico di valutazione” dei fatti prima dell’apertura formale di un’indagine. Capitolo a parte quello relativo all'”immigrazione”: allo studio misure per rendere “più rapide ed efficaci le espulsioni”, con procedure semplificate e tempi ridotti. 

Resta infine da chiarire la forma giuridica degli interventi. Non è escluso che il pacchetto venga diviso in più provvedimenti: alcune misure potrebbero confluire in un decreto-legge, ma non tutte sembrano avere i requisiti di necessità e urgenza richiesti dalla Costituzione. Altre norme potrebbero dunque seguire l’iter parlamentare ordinario. Il cantiere resta aperto, ma l’obiettivo politico è chiaro: dare un segnale sul fronte della sicurezza e rispondere alle critiche arrivate dai partiti di opposizione, che proprio su questo terreno hanno costruito parte della loro offensiva contro la maggioranza di governo. 

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