Europa, nuove regole per Big Tech e per la salute dell’ambiente online

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Consiglio e Parlamento Europeo approvano il Digital Service Act, un disegno di legge che punta a responsabilizzare le azioni delle piattaforme web.

È stato approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo il Digital Service Act, un disegno di legge che punta a responsabilizzare le azioni delle piattaforme web. Per l’Europa il provvedimento rappresenta una delle misure chiave nell’ambito della strategia europea per il digitale.

Una revisione complessiva del corpus regolativo europeo è un passo storico che tutela imprese e cittadini da contenuti digitali fuorvianti, dannosi e illegali.

Un passo storico verso una più tutelata navigazione degli utenti della rete

L’esigenza di tutelare i navigatori della rete internet ha spinto il legislatore europeo a regolamentarne la frequentazione. E il Digital Service Act nasce dalla consapevolezza del ruolo preponderante delle piattaforme nella quotidianità degli individui, una contaminazione in grado di condizionarne le azioni e le scelte.

Spesso infatti i contenuti sono illegali o nocivi o costruiti appositamente per indurre in errore l’utente.

Infatti, l’attuale impostazione normativa sul lavoro delle piattaforme online mette in dubbio la garanzia della tutela dell’integrità degli individui all’interno degli ambienti online.

Il potere delle piattaforme online: i giganti del web

La rapidità di sviluppo della tecnologia ha consentito alle principali piattaforme, soprannominate Big Giant, di detenere posizioni oligopolistiche. La nascita dell’economia digitale pone nuove sfide poiché le azioni e gli scambi tradizionali sono stati trasferiti negli ambienti online. Le ricerche confermano che gli utenti utilizzano i social network per informarsi e sono sempre più propensi all’uso degli e-commerce per gli acquisti.

La struttura delle piattaforme ma soprattutto la gestione dei dati di navigazione degli utenti e la loro privacy non sempre è chiara.

La mancanza di chiarezza sulle policy, unita alla scarsa educazione digitale degli individui, crea evidenti rischi che colpiscono la sfera dei diritti. Da tempo le principali aziende digitali trascurano i costi del loro modus operandi, che finisce per pesare sulla collettività.

La strategia europea

Dal 2006 si discute in sede europea la necessità di creare una strategia che tuteli i diritti dei cittadini online e tenga il passo con le esigenze competitive del mercato. È stato riscontrato come l’assenza di una responsabilità esplicita dei principali operatori delle piattaforme, finisca per compromettere il sano gioco della concorrenza. Il disegno di legge prevede la designazione del responsabile della piattaforma, su cui far ricadere obblighi specifici di tutela dell’utente.

Finora i principali problemi dell’ambiente online sono stati trattati tramite un approccio ex post, atto solamente a punire la condotta illecita ed insufficiente a gestire un settore così dinamico.

Il disegno di legge cambia rotta, prevede infatti la designazione ex ante del responsabile delle piattaforme che è individuato nella figura del cosiddetto gatekeeper. L’obiettivo è quello di mantenere la normativa flessibile e dinamica, evitando di ostacolare la competizione tecnologica.

L’approccio proposto è quello c.d. risk based che consente di prevedere la presenza di rischi legati ai contenuti o al servizio, evitando il ripetersi di azioni e consentendo il ripristino della legittimità operativa.

Le caratteristiche del Digital Service Act

Le nuove regole messe in campo dal DSA proteggeranno in maniera più efficace la navigazione degli utenti e dei propri dati. La garanzia sulla protezione della privacy e la gestione delle informazioni sotto forma di big data, sono al centro degli obiettivi delle autorità europee preposte al controllo della concorrenza sul mercato. Il lavoro della Commissione consente all’Europa di ricoprire una posizione d’avanguardia, in quanto è il primo a sviluppare manovre che armonizzino la competizione digitale.

La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen si è espressa sul tema con un tweet che sottolineava come, finalmente, ciò che è considerato illegale offline sarà effettivamente illegale anche online, soprattutto all’interno dello spazio economico europeo. La manovra rappresenta un segnale importante per le aziende ed i cittadini europei ed un esempio per tutto il mondo.

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